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Napoli – In merito alle polemiche suscitate da un’infelice esemplificazione del ministro, non si può non richiamare l’anagrafe scolastica nazionale e regionale : fonte da cui si può evincere senza timore di smentita che al di là degli stereotipi, né scampia né  numerosi altri quartieri popolosi delle periferie napoletane hanno “scuole in appartamenti”.

Viceversa, la ricchezza del patrimonio edilizio scolastico napoletano vede una grande varietà di situazioni , con scuole che vanno da fine Ottocento  agli anni Ottanta come epoca di costruzione, e   solo residuali situazioni di scuole in edilizia privata, che si contano sulle dita di una mano.  Grazie anche all’intenso lavoro svolto in questi anni per  razionalizzare la rete scolastica con ingenti investimenti sia di città metropolitana che dei comuni, allo stato attuale,  va detto che  degli oltre 400 plessi scolastici della città di Napoli che  nascono ab origine come scuole, molte   sono già  investite da lavori di   adeguamento per la sicurezza finanziate dagli enti locali e da fondi europei. 

Permangono, certo, forti difficoltà di manutenzione ordinaria legate allo strangolamento dei bilanci degli enti locali, cui si aggiungono oggi  esigenze straordinarie legate alle emergenza covid,  che sono state ampiamente segnalate al governo tramite  Anci e Upi. Ma il tema che abbiamo posto  come enti locali  non riguarda la natura delle strutture ma le misure di adeguamento edilizio necessarie  al distanziamento e alla conquista di spazi consoni all’attuazione delle misure di prevenzione sanitaria quale il distanziamento.  Spiace che dopo tante interlocuzioni ancora questo non sia chiaro, ci auguriamo che lo diventi al più presto.

E invitiamo il Ministro a inaugurare l’anno scolastico a Napoli, così da visitare di persona le nostre belle scuole, a Scampia come in altri quartieri.

Lo afferma in una nota l’assessora all’istruzione Annamaria Palmieri