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Aversa – “Nei giorni scorsi sono state riportate, attraverso un articolo pubblicato da un giornale cartaceo locale, notizie false e diffamatorie circa una mia vicenda lavorativa”. Sono queste le parole del Dr. Francesco Forleo, ginecologo nonché consigliere comunale di Aversa, a proposito di un articolo giornalistico contenente notizie – giudicate come diffamatorie dal soggetto in questione – circa il ricorso effettuato da Forleo per il mancato ruolo da primario dell’Uoc di Ginecologia e Ostetricia del PO del “Moscati” di Aversa. 

Il dottore, approfittando della notizia, ha voluto fare chiarezza sulla questione. L’avvocato di Forleo, il dr. Domenico Nicchio, ha redatto, infatti, una nota in cui si legge: “Dall’articolo riportato si evincerebbe: che “la tesi del Dott. Forleo è stata respinta”; che “Forleo perde il ricorso”; che “il Giudice dà ragione all’Asl”; che “il Dott. Forleo incassò la sospensione dall’attività di 15 giorni. Decisione che è stata confermata dal Tar Campania.” Dunque, la verità è la seguente: Il Giudice del Lavoro del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Dott.ssa Caroppoli, non ha emanato alcuna sentenza afferente il merito del giudizio promosso dal Dott. Forleo e patrocinato dallo stesso legale.

Difatti, la pronuncia dell’On.le Giudicante afferisce esclusivamente la incompetenza territoriale dell’Autorità Giudiziaria adita, ovvero il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, per essere competente il Tribunale di Napoli Nord. Quanto invece al provvedimento disciplinare, preme evidenziare e portare all’attenzione dei lettori, che il richiamato provvedimento disciplinare è stato prontamente impugnato e risulta essere allo stato sub iudice. A riguardo si attende, dunque, l’esito del giudizio incardinato, al termine del quale sarà il Giudice assegnatario a stabilire della legittimità o meno dello stesso. Inoltre, l’iter con cui la commissione disciplinare ha emesso il provvedimento disciplinare nei confronti del Dott. Forleo, è stato portato all’attenzione della Procura di Santa Maria Capua Vetere, ergo, sarebbe opportuna una maggiore conoscenza e cautela prima di dare per certe notizie che possono comportare un grave pregiudizio alle persone coinvolte nelle stesse inconsapevolmente. Difatti, non si comprende cosa c’entri il T.A.R. che, sempre secondo il giornalista firmatario, avrebbe “confermato la decisione”.