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Campania – “De Luca la girasse come vuole, ma la proposta di legge che vuole presentare alle Camere è palesemente uno scudo penale per il reato di abuso di ufficio.

Non c’è altra denominazione per quella che è una evidente depenalizzazione di uno dei reati più frequenti quando si gestiscono soldi della collettività. Quella che De Luca descrive ipocritamente come una forma di rispetto per il lavoro degli amministratori pubblici, non è altro che la palese ammissione che occorre fare ricorso all’illegalità se si vuole far funzionare la macchina amministrativa. Con il suo tentativo di abolire l’abuso d’ufficio, che in Commissione Lavori Pubblici pezzi della maggioranza hanno osato definire una “norma medievale”, De Luca riconosce l’evidente incapacità della Regione a spendere fondi europei, se è vero che in Campania la spesa 2014-2020 è ancora ferma sotto il 34% e peggio di noi fa soltanto la Calabria. Piuttosto che lavorare al potenziamento degli uffici e a formare competenze specifiche che lavorino sui progetti da attuare, il primo e unico provvedimento sul Recovery che approda in Consiglio è invece sull’abuso d’ufficio, che ottiene il via libera grazie alla stampella del centrodestra che garantisce al governatore il numero legale in Commissione”.

Lo ha dichiarato la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e capogruppo M5S in Consiglio regionale Valeria Ciarambino, a margine dei lavori della Commissione Lavori Pubblici, nel corso della quale è stato respinto l’emendamento del Movimento 5 Stelle, col quale sarebbe stato soppresso l’articolo 2 della proposta di legge di modifica del reato di abuso d’ufficio sui lavori a valere sui fondi Next Generation Eu.

“Con il precedente Governo Conte – ricorda Ciarambino – abbiamo dato grande impulso alle procedure di semplificazione, anche intervenendo sull’abuso d’ufficio e circoscrivendone l’ambito di applicazione. Questo dimostra che siamo pronti a discutere di provvedimenti che diano slancio alle opere del Recovery, ma sempre nel rispetto dei principi di legalità e di trasparenza”.