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Primo Piano – Ulteriore campanello  d’allarme per il Molise , senza sicurezza a rischio tutto il sistema , la sofferenza lavorativa degli uomini e donne della Polizia Penitenziaria deve essere  nell’immediato obiettivo di  interventi non più  rinviabili anche rispetto alla drammatica situazione determinata dal COVID 19.

Dichiarazioni di “Pasquale MONTESANO  Segretario generale Aggiunto OSAPP

Una situazione oramai drammatica e apparentemente senza via di uscita è ciò che contraddistingue le condizioni, l’organizzazione e la vivibilità lavorative del Personale di Polizia Penitenziaria negli istituti penitenziari dell’intero territorio Molisano ,  le gravissime condizioni per la Polizia Penitenziaria Molisana impongono  nell’immediatezza  risolutivi e non più differibili azioni del Governo e dell’amministrazione per una regione anche  esposta  per il contenimento di pericolose categorie di detenuti .

L’allarme sovraffollamento delle carceri e noto da tempo anche in Molise  , nelle strutture penitenziarie della regione  , a fronte  di una capienza regolamentare  di 270 detenuti  ne sono presenti oltre 400 , di cui 127 stranieri , Il carcere più affollato e quello di Larino con 212 detenuti rispetto alla capienza regolamentare di 114 , quasi il doppio  . Anche a Campobasso  detenuti in sovrannumero 160 su 106  mentre la casa circondariale di Isernia  sarà ulteriormente aggravata dall’apertura di un reparto a contenimento psichiatrico ,e non solo, che a fronte di una capienza regolamentare  di 50 detenuti e destinata  notevolmente a salire , dati nella loro dimensione degni di essere attenzionati e non soggetti a scelte estremamente pericolose .

Nel tessuto penitenziario Molisano emergono e si evidenziano pericolose attività dispotiche  nella gestione del personale di Polizia Penitenziaria ,in particolare a Campobasso ,  che nonostante le innumerevoli denunce nulla si muove al PRAP del Lazio e dai vertici del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria per un rinnovamento necessario pena maggiori e più gravi conseguenze.

Evidente il quadro per gli aspetti correlati alla dotazione organica necessaria per far fronte all’incremento della capienza detentiva ordinaria, tanto da determinare decisione prive di attenzione per le risorse disponibili  e per tutte le dinamiche legate alla sicurezza e alla funzionalità , per l’utenza e principalmente per il personale di Polizia Penitenziaria sottoposto ad ulteriore sacrificio , sotto organico , senza vestiario , senza formazione , senza vedersi retribuire servizi di missione e straordinari ,senza vedersi riconosciuto  il diritto alle ferie  , soggetto a aggressioni e non solo ,  comunque in uno scenario drammatico che potrebbe  determinare svolte di estrema pericolosità e di stress da lavoro correlato per precise responsabilità  del dell’amministrazione penitenziaria regionale del DAP  e della fallimentare politica di governo e territoriali per l’evidente e ingiustificato dispotismo in atto a Campobasso.-

Appare quindi evidente – conclude Montesano – 

che in questo momento sociale ad alta densità di rischio per gli effetti del COVID solo la notevole professionalità  del personale di Polizia Penitenziaria e di tutti gli operatori  unitamente ad un indiscusso sprezzo del pericolo hanno evitato ed evitano  quelle conseguenze infauste “”eventi Critici””,e che   non potranno evitarsi , in Molise  come altrove , qualora non  vengono poste in essere i correttivi in termini di organici e di diretta competenza gestionale che sul territorio ormai  si rendono  indifferibili .