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Primo Piano – “Dichiarazioni dell’O.S.A.P.P. per voce del segretario Generale Aggiunto Pasquale Montesano”

“Massima fiducia nell’attività della Magistratura”, ma insieme “assoluta incredulità” rispetto a quello che sembra “più un teorema accusatorio che un puntuale accertamento di fatti e responsabilità, rivolto ad una generalità così ampia di appartenenti ad una Forza di Polizia dello Stato da mettere in dubbio e sotto accusa non quei singoli appartenenti al Corpo ma l’intero sistema delle carceri e dell’Amministrazione della Giustizia”. E’ quanto esprime l’O.S.A.P.P. in relazione ai fatti di S.Maria C.V. e le assurde affermazioni su i fatti di Foggia che , a nostro avviso , non devono diventare strumenti di assurde asserzioni che offendono il decoro e l’immagine di tutto il Corpo di Polizia Penitenziaria .

“continua il segretario O.S.A.P.P.” Puglia da bollino nero, nonostante le criticità in atto e quelle che continuano a caratterizzare il mondo lavorativo del pianeta carcere. 

Per il segretario Generale Aggiunto Pasquale Montesano sono “innegabili le condizioni di grave dissesto che vedono in istituti fatiscenti, in assoluta penuria di organico e in perenne sovraffollamento i Poliziotti Penitenziari vittime indifese di decine di aggressioni giornaliere da parte di appartenenti alla popolazione detenuta”. 

Per mesi e mesi/anni) – come O.S.A.P.P. – abbiamo chiesto vanamente all’Amministrazione penitenziaria centrale e al Ministro della Giustizia di intervenire sul territorio pugliese  , e nonostante la sordità  istituzionale gli uomini e donne della Polizia Penitenziaria   hanno continuato ad esercitare il proprio ruolo con determinazione  alto senso del dovere  e doti professionali  non comuni  in tutti gli istituti della Puglia e a Foggia ancor di più  dopo la devastazione totale della struttura  che grazie allo spirito di sacrificio di tutti gli operatori  ha garantito e sta garantendo applicazione del diritto  costituzionale .

“Conclude Montesano”, il 13 p.v. come O.S.A.P.P. saremo a foggia per sostenere ancora una volta il disagio e le criticità lavorative di tutti gli operatori attraverso ogni forma di comunicazione per evidenziare ancora come la criminalità organizzata sta tendando di monopolizzare anche chi dal carcere vorrebbe uscire ed essere reinserito nella società.