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Primo Piano – A darne notizia l’O.S.A.P.P. “per voce del Segretario locale  Aggiunto Michele Giorgio “,nel corso delle tante attività   finalizzate  alla prevenzione ed al contrasto all’introduzione in Istituto di sostanze stupefacenti  , all’alba di stamani attraverso anche un attività investigativa  la Polizia Penitenziaria del Reparto di Foggia  , capitanata dal comandante di reparto Pio Mancini, ha rinvenuto nel corso di una perquisizione straordinaria nella sezione detentiva (NUOVO REPARTO) dove sono ubicati detenuti definitivi , maliziosamente nascosta nelle camere di pernottamento  sostanze stupefacenti presumibilmente HASCISC  e un secchio di grappa artigianale destinata presumibilmente  a traffico illecito .

“Aggiunge Pasquale  Montesano Segretario Generale Aggiunto ”Notevole il cambio di passo nella struttura dauna  della Polizia Penitenziaria  , che con grande spirito di sacrificio e senso di responsabilità  continua a mettere sotto torchio chi nel carcere continua a delinquere e sofferente al regime penitenziario .

Gli eventi critici di lecce, brindisi, Bari Taranto e Trani, che hanno caratterizzato questa estate dove sono state registrate anche aggressioni in danno alla Polizia Penitenziaria di Foggia che ha fatto registrare una violenza gratuita subita dagli uomini e donne in divisa di elevata drammaticità evidenzia ancora una volta il totale disastro del sistema penitenziario nella regione Puglia, non ultima quella di Foggia  il cui sovraffollamento ha superato di gran lunga la soglia di guardia e una grave e sistematica violazione dei diritti umani, in totale spregio delle più elementari regole di un paese civile, che l’attuale Governo sta perseguendo in nome di una ricerca del consenso popolare, invocando la via più semplice e più popolare del carcere sempre e comunque nella totale drammaticità  lavorativa degli uomini e donne della Polizia Penitenziaria , l’effettiva  presenza nella struttura di numero 550  detenuti  su una capienza ottimale di numero 365  con  la polizia Penitenziaria in carenza di non meno di 80 unita necessarie per rendere almeno  tollerabile carichi di lavoro e non solo.

 “Continua il dirigente sindacale “Le ragioni di tali condizioni sono molteplici e annose e risiedono in primo luogo nella particolare tipologia della popolazione detenuta , oltre ai soggetti con problemi psichiatrici ,allocata nelle strutture Pugliesi , in particolare a Foggia  , composta da soggetti appartenenti alle varie “famiglie” associate ad una criminalità organizzata particolarmente attiva e cruenta nella regione Puglia e sul territorio , consociate o discordi tra loro, per una convivenza spesso impossibile all’interno della stessa struttura penitenziaria e comunque di tale virulenza nei comportamenti da assumere addirittura ad assumere  comportamenti di sofferenza al regime penitenziario .

“Conclude il dirigente sindacale “ci aspettiamo dalla politica e di da tutte le articolazioni di governo immediati e non più rinviabili riforme e interventi  in linea al ruolo e i compiti della Polizia Penitenziaria , alla Ministra Cartabia al capo DAP Petralia chiediamo soluzioni immediate che possono alleviare gli eccessivi carichi di lavoro attraverso una maggiore organizzazione e ampliamento organici  con soluzioni che da tempo infinito sono state denunciate dall’OSAPP e che oggi risultano sempre più gravi e prive di risolutivi interventi da parte di chi dovrebbe assumersi i carichi di responsabilità. .

Per questi motivi e altri, la segreteria regionale OSAPP capitanata da DAMATO Ruggiero ha organizzato per il giorno 22 p.v. un Sit-in presso la C.C. Bari e consegna chiavi istituti pugliesi all’Ufficio Territoriale del Governo a testimonianza e per sensibilizzare le istituzioni e la politica ad un non più rinviabile intervento finalizzato ad un rinnovamento imprescindibile, nel contempo si chiede la mobilitazione dell’esercito.

Agli uomini e donne della Polizia Penitenziaria di Foggia e di tutta la Puglia va il nostro plauso, e non solo, i quali con dedizione professionalità e sacrificio continuano giornalmente ad operare con accortezza, continuando a garantire uno standard di ordine di sicurezza che costituiscono condizione imprescindibile per il proficuo lavoro di tutti gli operatori penitenziari.