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Primo Piano – Giro di vite della polizia penitenziaria sull’immissione nel carcere di Taranto e Lecce di stupefacenti e micro-telefoni, un fenomeno, quest’ultimo, che è più facile da combattere da quando è stato colmato un vuoto normativo, introducendo il reato specifico di “accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti”.

Dichiarazioni di Pasquale Montesano “segretario generale aggiunto OSAPP “

In data   24 Marzo u.s. nel corso di una  perquisizione straordinaria  in un reparto detentivo  del circuito alta sicurezza(criminalità organizzata), sono stati rinvenuti dai poliziotti in servizio presso il carcere di Taranto  n.2 microcellulari ancora funzionanti completi di caricabatteria e scheda sim. Il primo è stato rinvenuto  all’interno del water della camera di pernottamento di un detenuto  di origini tarantine , avvolto nella carta igienica sotto il livello dell’acqua , Il secondo  ritrovamento  che ha coinvolto un altro detenuto di origini napoletane ristretto in un’altra stanza, sarebbe stato più rocambolesco in quanto lo stesso nonostante fosse rimasto senza indumenti continuava a far suonare il metal detector in dotazione alla polizia penitenziaria.  A questo punto con l’ausilio anche di un operatore sanitario  il detenuto faceva venire fuori dall’ano sia il micro telefonino che il cavo caricabatteria.

Continua “Montesano” , in data 15 Marzo u.s. a Lecce gli agenti di polizia penitenziaria, hanno scoperto due micro-telefonini e un cavetto per la ricarica addosso un detenuto trasferito a Lecce da un altro istituto penitenziario, mentre il 17 marzo scorso e ha condotto alla denuncia a piede libero di una donna per spaccio di stupefacenti. Aveva portato con sé due involucri contenenti hashish e marijuana, per 39,48 grammi, da passare sottobanco al suo convivente, attualmente detenuto, durante il colloquio.

L’obiettivo sindacale è quello di portare all’attenzione del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria  come delle restanti Autorità politiche la disastrosa e drammatica  situazione del sistema penitenziario in Puglia , le inottemperanze in tema di relazione tra le Parti e nell’equa e trasparente gestione del Personale . il quale con l’emergenza e gli effetti del COVID 19 , si trova oggi ad affrontare ulteriore grave disagio legato all’apertura del nuovo reparto di Taranto , come avvenuto per Lecce e Trani  , in una struttura già estremamente gravata dallo straordinario affollamento e la gravissima carenza degli organici.

Evidente il quadro per gli aspetti correlati alla dotazione organica necessaria per far fronte all’incremento della capienza detentiva ordinaria, tanto da determinare decisione prive di attenzione per le risorse disponibili  e per tutte le dinamiche legate alla sicurezza e alla funzionalità , per l’utenza e principalmente per il personale di Polizia Penitenziaria sottoposto ad ulteriore sacrificio , sotto organico , senza vestiario , senza formazione , senza vedersi retribuire servizi di missione e straordinari ,senza vedersi riconosciuto  il diritto alle ferie  , soggetto a aggressioni e non solo ,  comunque in uno scenario drammatico che potrebbe  determinare svolte di estrema pericolosità e di stress da lavoro correlato per precise responsabilità  dell’amministrazione penitenziaria regionale e della fallimentare politica di governo .-

Continua Il sindacalista “Montesano”, La regione Puglia può ospitare a pieno regime strutturale 2284 detenuti mentre allo stato ne ospita circa 3400 e registra una carenza negli organici tra  300  unita di cui tra le cui 80/100 solo a taranto .

Come la lotta alle mafie foggiane è diventata una questione nazionale per il Governo deve diventare  un caso nazionale il disagio degli uomini e donne della polizia penitenziaria Pugliese , nella circostanza di Taranto  ,  e  del sistema penitenziario .

Ulteriore campanello  d’allarme per la  Puglia , senza sicurezza a rischio tutto il sistema , la sofferenza lavorativa degli uomini e donne della Polizia Penitenziaria deve essere  nell’immediato obiettivo di  interventi non più  rinviabili anche rispetto alla drammatica situazione determinata dal COVID 19.

Il nostro plauso continua ad andare  agli uomini e donne della Polizia Penitenziaria che nonostante la drammaticità del momento con alto senso di responsabilità e sacrificio  continuano a garantire la sicurezza del carcere e della cittadinanza.-