Posted on

Primo Piano – In data odierna ancora aggressioni alla Polizia Penitenziaria presso la struttura penitenziaria di Taranto, presso il nosocomio cittadino reparto psichiatrico , dove un detenuto di origini tarantine M.C. in stato d’arresto per art.lo 575 C.P. piantonato dall’Arma Carabinieri i, dopo l’interrogatorio di rito da parte del P.M.  all’atto di essere rilevato dalla Polizia Penitenziaria dava segni di evidente stato d’agitazione

In quanto contrariato al suo ricovero tanto che ha cominciato ad inveire contro il sanitario cola presente da spintonarlo diverse volte tanto da rendere necessario applicazione di terapia appropriata e nella circostanza trovava sostegno per la presenza di altro detenuto P.M. il quale senza nessun motivo aggrediva immotivatamente un collega con violento pugno al volto all’altezza del zigomo sx e procurando un trauma contusivo all’altro collega poi accompagnati al locale Pronto Soccorso per le cure del caso .

L’azione inspiegabile ed aggressiva ai danni degli agenti evidenzia ancora una volta le precarie condizioni lavorative della Polizia Penitenziaria e l’aggressione odierna senza alcuna logica  solo tanta gratuita violenza nei confronti degli uomini e donne in divisa.

“Pasquale   Montesano Segretario Generale Aggiunto ”  la gravissima situazione in cui versano le carceri pugliesi , non ultima quella di Taranto   il cui sovraffollamento ha superato di gran lunga la soglia di guardia e una grave e sistematica violazione dei diritti umani, un totale spregio delle più elementari regole di un paese civile, che l’attuale Governo sta perseguendo in nome di una ricerca del consenso popolare, invocando la via più semplice e più popolare del carcere sempre e comunque nella totale drammaticità  lavorativa degli uomini e donne della Polizia Penitenziaria , l’effettiva  presenza nella struttura detenuti  su una capienza ottimale di 330 e la polizia Penitenziaria e in carenza di non meno di 80 unita necessarie per rendere almeno  tollerabile carichi di lavoro e non solo.

  “ Continua il dirigente sindacale “ dopo le recenti aggressioni di Foggia e la straordinaria criticità dell’istituto di Bari  e ben noto, purtroppo, che non  trascorre pressoché giorno che gli istituti penitenziari della Puglia  non siano triste teatro di eventi critici quali aggressioni, risse e semi-rivolte tali, non solo, da rendere vano qualsiasi tentativo di rendere effettiva la funzionalità istituzionale del carcere, ma anche facendo diventare del tutto precarie e a grave rischio le condizioni di servizio e l’incolumità personale dei locali addetti di Polizia Penitenziaria nonché, per la totale assenza dei prescritti requisiti, la sicurezza interna dellestrutture.

Le ragioni di tali condizioni sono molteplici e annose e risiedono in primo luogo nella particolare tipologia della popolazione detenuta allocata nelle strutture Pugliesi , in particolare a Bari , composta da soggetti appartenenti alle varie “famiglie” associate ad una criminalità organizzata particolarmente attiva e cruenta nella regione Puglia e sul territorio , consociate o discordi tra loro, per una convivenza spesso impossibile all’interno della stessa struttura penitenziaria e comunque di tale virulenza nei comportamenti da assumere addirittura il controllo delle sezioni detentive o dell’intero carcere fino ad arrivare ad assumere  comportamenti di sofferenza al regime penitenziario 

“Conclude Montesano”  “Amministrazione Penitenziaria Centrale , Ministro della Giustizia  e infine non da ultimo la politica prendano nell’immediatezza iniziative tese a ripristinare condizioni lavorative al passo dei tempi a cominciare con estrema urgenza ad inviare unita di polizia penitenziaria dallo scorrimento graduatorie nazionali , e pur vero che le esigenze sono drammatiche su tutto il territorio nazionale ma la puglia può essere considerata quella più ad elevato rischio per gli uomini e donne della Polizia Penitenziaria ai quali va il nostro plauso , e non solo , i quali con dedizione professionalità e sacrificio continuano giornalmente ad operare con  accortezza , continuando a garantire uno standard di ordine di sicurezza che costituiscono condizione imprescindibile per il proficuo lavoro di tutti gli operatori penitenziari nonostante la ministra Cartabia e garante del principio del diritto costituzionale che per la Polizia Penitenziaria e costantemente violato .