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Carinaro – Il gruppo di opposizione in una nota inviata alla nostra redazione dichiara: “Dimmi chi pratichi e ti dirò chi sei. È con questo vecchio proverbio – di sovente utilizzato anche nella letteratura italiana – che potremmo iniziare il resoconto sul fattaccio del tecnico, prescelto alla guida dell’Ufficio urbanistica del Comune di Carinaro e mai entrato in servizio, perché arrestato qualche giorno o, forse, qualche ora prima che firmasse il contratto di con il nostro Comune.

Abuso d’ufficio, falsità materiale e ideologica, i reati alla base dell’ordinanza do custodia cautelare;  il richiamato tecnico avrebbe procurato, al legale rappresentante di una cooperativa di servizi ambientali, un ingiusto profitto, per l’affidamento diretto dei lavori relativi alla gestione e manutenzione dei depuratori, omettendo di valutare un’offerta più vantaggiosa presentata da altra ditta.

Dalle parti dell’Ufficio del Sindaco del Comune di Carinaro, qualcuno  potrebbe obiettare che, i reati anzidetti, sarebbero stati commessi dal tecnico, quando questi era responsabile dell’area tecnica del Comune di Cusano Mutri.

Ma il professionista in questione, nell’ottobre scorso, era già stato rinviato a giudizio nell’ambito di un’inchiesta riguardante una presunta tangente chiesta ad un imprenditore edile sui lavori di somma urgenza, per la sistemazione delle sponde di un torrente dopo l’alluvione del Sannio dell’ottobre 2015.

Tale circostanza, nota a molti, guarda caso è sfuggita alla commissione, nominata dal Sindaco di Carinaro, per la selezione di un Istruttore direttivo tecnico, ex art. 110 tuel.

Eppure i componenti della commissione (tutti rigorosamente non Carinaresi, i quali provvedevano a scegliere, tra altri validi concorrenti carinaresi, un tecnico sannita) sono stati adeguatamente retribuiti per svolgere le proprie funzioni; salvo però accorgersi che il professionista prescelto difettava di uno dei requisiti essenziali previsti dal bando di concorso e cioè: non avere pendenze processuali che potessero escluderlo dalla nomina o che potessero essere causa di destituzione da impieghi presso le pubbliche amministrazioni.

Ciò che emerge nella vicenda (ma in realtà avvisaglie c’erano già prima) è che il motto, tanto declamato nella scorsa campagna elettorale, dalla compagine dell’attuale sindaco, “ Carinaro ai carinaresi ” o meglio “ Carinaro hai carinaresi ” (come ripeteva con più vemenza qualche suo sostenitore) è stato rimpiazzato dal proverbio – richiamato all’inizio – dimmi chi pratichi e ti dirò chi sei.

Ma, allora, sorgono spontanee delle domande, al Sindaco di Carinaro, e cioè: a quali frequentazioni, dobbiamo la potenziale nomina, di questo tecnico sannita, al Comune di Carinaro? che solo l’intervento successivo della Magistratura beneventana ha scongiurato.

Perché, dopo un anno e mezzo, assistiamo ancora ad uno sdoppiamento dell’area tecnica del Comune in Ufficio edilizia e urbanistica ed Ufficio Lavori pubblici (quest’ultimo, ancora guidato dall’ingegner Ferriello)?

E quali sono i rapporti tra l’attuale sindaco e il da lui tanto vituperato, nella scorsa campagna elettorale, ingegner Ferriello, che consentono a quest’ultimo di essere ancora a capo dell’Ufficio LL.PP.?

Vogliamo tanto sperare che questo Sindaco, prima o poi, spieghi più che a noi, alla cittadinanza, le oramai innegabili differenze tra l’attuale modus operandi e  quanto, invece, declamato durante la campagna elettorale, partendo dall’affare Marican, alle dimissioni del capogruppo di maggioranza Masi, alla gestione degli uffici comunali, al perseguimento dell’onestà e della trasparenza nella gestione della cosa pubblica. Ma non siamo certi che questo veramente accadra!”