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Carinaro – Stefano Masi in una nota inviata alla nostra redazione dichiara: “Le brevi piogge, sia pure intense, di ieri l’altro hanno riproposto in tutta la loro drammaticità i gravi fenomeni di allagamento sotto il ponte della Chiesa e nella zona circostante.

A fronte della gravissima situazione che perdura in quella zona, sia il sottoscritto che la collega consigliere Rachele Barbato, da circa un mese, abbiamo richiamato  l’attenzione del Sindaco e della sua maggioranza  per conoscere quali iniziative l’Amministrazione stesse mettendo in campo, a partire dalla elaborazione del  progetto esecutivo, per spendere il danaro che il Comune di Carinaro, insieme ad altri Comuni della provincia di Caserta, aveva ottenuto dallo Stato nel quadro delle misure volte a fronteggiare i fenomeni di dissesto idrogeologico.

Le nostre sollecitazioni nascevano non solo dalla constatazione che il Comune di Carinaro, rispetto alla sua richiesta originaria di €. 2.500.000, aveva ottenuto un finanziamento di soli €.1.200.000, e quindi dalla preoccupazione che le risorse assegnate non fossero sufficienti a risolvere questa storica e  grave emergenza del nostro paese, ma anche dalla notizia che il complesso progetto esecutivo era stata affidato, con la  procedura della trattativa privata, quindi senza alcun confronto competitivo, ad un professionista di Aversa, dal cui curriculum  non emerge alcuna  precedente esperienza professionale in materia idraulica e di dissesto idrogeologico.

Le acque che vengono convogliate nel grande collettore sono enormi. Esse provengono anche da alcuni  comuni posti a nord di Napoli e quando incontrano sotto il ponte quelle provenienti  dalla  nostra fognatura elementare, esercitano una tale pressione che esondano ed allagano l’intera zona, peraltro bassa e altimetricamente  depressa  rispetto a tutto il paese.

In buona sostanza la complessità tecnica di quel problema meritava prima un tavolo politico e tecnico allargato all’intera Amministrazione, nel quale fossero coinvolti preliminarmente professionisti di grande livello, comprese le facoltà universitarie, e poi una gara massimamente partecipata finalizzata all’individuazione di una figura prestigiosa.

E invece? L’amministrazione ha incaricato, con una trattiva diretta, una persona senza compravate competenze specificiche, che però, come confermato anche dalla collega Rachele Barbato, gode dell’amicizia e stima di un assessore del nostro comune, con il quale, a quanto si dice, fino a qualche anno fa, condivideva anche i locali di un noto studio professionale aversano.

Insomma una questione di rilevantissimo interesse pubblico per la nostra comunità viene trattata come una questione del tutto privata, non a caso tra i compenti l’amministrazione nessuno ritiente di dover chiarire.

Ma è possibile che giovani amministratori che dai palchi promettevano un Comune che sarebbe stata una casa di vetro, oggi che sono squadra di governo smentiscano se stessi con così tanta facilità?

È mai possibile che, sebbene nei mesi scorsi in maggioranza ci fosse chi giurava che avrebbe fatto il diavolo in quattro pur di garantire che la progettazione fosse affidata a un profilo professionale adeguato, ora con l’avvicinarsi del rimpasto di governo fa finta di nulla? 

Cosa dobbiamo pensare? È stato anteposto il proprio strapuntino all’interesse generale o a spegnere i bollenti spiriti è stata la prospettiva dei futuri incarichi professionali?

Dispiace davvero dover fare delle ipotesi così miserevoli, ma d’altronde il silenzio della maggioranza sulla questione autorizza chicchessia ad ipotizzare questo e forse anche altro!

Ad ogni modo, se cioè avessi ragione sulle motivazione del perché nessuno fiata, voglio ricordare a tutti i colleghi che siamo stati eletti per il perseguimento degli interessi della comunità, e nessuna promessa, nessun incarico in giunta o a professionisti amici potrà ricompensare il tradimento della nobile missione assegnata.

Il successo della soluzione progettuale dei lavori di via Piave, infatti, è troppo importante per essere merce di scambio.

Cari colleghi, se qualcuno vi avesse convinto a ragionare in questi termini, in particolare chinando la testa su via Piave e sui quei problemi, sappiate che quel qualcuno ha già vinto la sua battaglia: vi ha fatto diventare uguali a lui. “