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Carinaro – In una nota inviata alla nostra redazione, Mario Masi dichiara: “Non ho alcuna voglia di commentare il triste spettacolo dei lavori del consiglio comunale di Carinaro di giovedì scorso. Le immagini  di quell’assemblea si commentano da sole !

Sento, invece, il bisogno di fare qualche breve riflessione sulla decisione, annunciata in quel consiglio ed attuata già sabato scorso, di far svolgere il mercato settimanale fuori ai cancelli del cimitero.  

Vedere sabato mattina le bancarelle dei mercatari  quasi addossate ai muri perimetrali del cimitero, con le merci in bella vista e sentire  il vociare dei commercianti che pubblicizzavano le loro merci, mi ha provocato una enorme tristezza.

Il mercato settimanale è una cosa utile per una comunità, come pure sacrosanto è il diritto dei commercianti a poter lavorare per poter tirare avanti la carretta.

Quello che però mi preme evidenziare è che se c’era un’area da escludere tassativamente, tra quelle cercate, per lo svolgimento del mercato, doveva essere proprio l’area posta a ridosso del cimitero.

È fin troppo evidente la ragione di quella doverosa esclusione.

Quando eravamo appena adolescenti, in visita ai cimiteri,  ci chiedevamo  perché  in quel pio luogo c’erano tanti cartelli che invitavano al SILENZIO E RISPETTO ? I nostri genitori ci spiegavano che il cimitero era un luogo  santo ( da qui il nome di camposanto), ossia un luogo sacro, come quello della chiesa. Da qui, l’obbligo per i visitatori di tenere un comportamento di silenzio e di rispetto.

E allora, la domanda che mi viene da fare  è se sembra giusto, opportuno e soprattutto rispettoso verso i nostri morti, far svolgere il mercato fuori ai cancelli di ingresso del cimitero ?

Persino lo Stato ha emanato leggi, da tempo in vigore, che  tutelano la sacralità  di quel luogo.

Anzi, le teorie urbanistiche hanno definito la nozione di   “cimitero” come “ impianto cimiteriale”, nel quale sono ricomprese  le aree destinate alla sepoltura,  i muri perimetrali e le aree di parcheggio.

In buona sostanza le aree di parcheggio sono considerate parte integrante del cimitero.

Quindi il mercato che si svolge sul parcheggio cimiteriale (da noi addirittura si tiene a ridosso dei muri del cimitero) è considerato come un mercato fatto nel cimitero !

Le stesse norme che impongono una distanza minima di mt. 200 tra l’impianto cimiteriale e le costruzioni da edificare o le attività da svolgere ( tranne la vendita di fiori e di articoli cimiteriali) sono ispirate dalla necessità di assicurare la tutela della sanità pubblica e rispetto della sacralità dei luoghi.

Non può una legge regionale sul commercio, di rango inferiore, derogare alla legislazione statale.

Mi opposi qualche anno fa, e con me tante altre persone, alla localizzazione dell’isola ecologica fuori ai cancelli del cimitero, perché il cimitero è  un luogo sacro, meritevole del massimo rispetto, e  perché la localizzazione dell’isola ecologica fuori i cancelli del cimitero, costringendo tutti i cittadini a recarsi con le loro auto in quei luoghi periferici, finiva con l’appesantire  le condizioni di vita degli abitanti del rione cimitero,  che sono già precarie.

Ero perciò contrario all’isola ecologica fuori il cimitero prima, e sono  contrario allo svolgimento fuori ai cancelli del cimitero del mercato ora. Le ragioni della mia  ferma opposizione sono le stesse.

Perché, dopo dopo aver riscontrato difficoltà di tenere il mercato lungo la strada “cinque Vie”,  non si sono verificate altre ipotesi, che pur ci sono ? Si è forse scelto frettolosamente il sito cimiteriale perché c’è  qualcuno che ha pensato che i morti non hanno più voce e non possono ribellarsi ?

È mai possibile che il rispetto per i nostri morti,  il decoro dei luoghi, la difesa del  nostro essere cristiani, non sono valori da difendere e da preservare ?

Oltre tutto, il mercato fuori il cimitero, determina ogni sabato una situazione di congestione del traffico e finisce col peggiorare la qualità  della vita per tutti gli abitanti del  Rione Cimitero.

E, data la mia lunga esperienza di amministratore della nostra Città, sono certo che quella che oggi viene definita provvisoria, rischia di diventare una situazione di lunga durata, a causa delle difficoltà finanziarie per realizzare il mercato in una nuova area da acquistare.

Poi, se sì vuole discutere del perché il mercato non si tiene più sull’area demaniale di via Petrarca, si abbia il coraggio di venire in piazza dove, carte alla mano, si possa discutere del problema in una pubblica assemblea, dando a tutti  il diritto di  parola”.