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Carinaro – Stefano Masi in una nota inviata alla nostra redazione dichiara: “Rispetto alla più grande rapina che la storia del nostro territorio ricordi è assai triste che allo scandaloso silenzio dell’amministrazione comunale faccia da contraltare chi non riesce a far di meglio che scomodare profeti e patriarchi, oltre tutto per esprimere giudizi malevoli ed insinuanti contro persone che, invece, meriterebbero molto rispetto, non solo per i ruoli ricoperti ma, sopra tutto, per il contributo fornito negli anni al progresso e allo sviluppo della nostra comunità.

Ma d’altronde si sa, riconoscere i propri limiti è un segno di intelligenza..! Pur non dovendo assumere il ruolo di avvocato d’ufficio di chicchessia, però, non posso che esprimere il mio disgusto per il tentativo di voler far pagare un odioso prezzo a chi ha il coraggio di esprimere da tempo le proprie idee e la propria condanna contro la più vergognosa operazione di svendita del territorio avvenuta a Carinaro.

E chi lo ha fatto non ha certo bisogno della mia penna che, lo sanno tutti, è invece tanto servita negli anni a chi senza di essa, su tanti temi politici,  avrebbe avuto difficoltà ad articolare un pensiero di senso compiuto.

In ogni caso chi ha fatto parte del “pensatoio politico” che diede vita alla lista “Carinaro Rinasce”  farebbe bene a chiedere agli eletti che compongono l’attuale maggioranza i motivi del clamoroso voltafaccia, rispetto all’impegno di rivedere la scandalosa operazione speculativa voluta dal commissario prefettizio.

E se non lo fanno è forse perchè anche per loro, come per i consiglieri, il programma era solo un libricino da dispensare durante la campagna elettorale.

Sia chiaro: si può anche cambiare idea, basta soltanto spiegare adeguatamente le ragioni che hanno portato ad un’inversione a U rispetto a un programma elettorale sul quale si erano vinte le elezioni.

Nel silenzio della maggior parte dei supportes, su questa non secondaria vicenda, sono però certo che i miei ex compagni di maggioranza molto presto faranno sentire la loro voce, anche perchè se non lo facessero rischierebbero che si consolidi nel paese l’idea di un’amministrazione così incapace da rimanere immobile mentre avviene il sacco della città o, peggio, che ha benedetto questa operazione sperando che “la comunità” ne ricavi qualche briciola!!”