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Carinaro – Stefano Masi in una nota inviata alla nostra redazione dichiara: E’ notizia di questi giorni che la nostra comunità ha ricevuto il premio “comune rinnovabile 2020.

Il riconoscimento di questo premio, che fa certamente piacere ad ognuno di noi, poteva esser l’occasione per far tutti assieme qualche riflessione sulle tematiche ambientali dei nostri territori che, tra speculazioni edilizie e industrie insalubri, non vivono certo un periodo felice; si è tramutato, invece, in un gioco piuttosto infantile su quale amministrazione, l’attuale o la precedente, possa ascriversi il merito di detto premio.

In un momento storico in cui sembra esserci il rischio che la vicina Gricignano accolga un grosso impianto di rifiuti da frazione organica (cd. umido), però, è sconcertante che l’attenzione di chi governa l’Ente non sia rivolta a informare il paese e ad assumere iniziative di lotta collettive (ripeto:collettive!) per scongiurare l’insediamento del Biodigestore: anzi si trova anche il tempo di scrivere comunicati per crogiolarsi su meriti non propri.

Ed infatti l’amministrazione, quantomeno inopinatamente, sulla propria pagina facebook spiega le ragioni del premio, attribuendole a qualche finanziamento ricevuto, al cambio delle lampade pubbliche e all’istallazione, sugli edifici comunali, di impianti fotovoltaici produttivi, complessivamente, di circa 60 kw.

Non c’è dubbio, quindi, che l’amministrazione ritenga non solo di aver avuto un ruolo nel premio che Carinaro ha ricevuto ma, anzi, di esserne l’unica destinataria.

E non fa diversamente il gruppo di opposizione che, invece, attribuisce a se stessa i meriti del premio attribuendoli all’energia green prodotta dagli impianti che furono installati sugli edifici quando era forza di governo.

Sennonché  andando sul sito di Lega Ambiente-Campania si legge che le cose stanno molto diversamente da come ci vorrebbero far credere.

Le ragioni del premio, infatti, dipendono dal fatto che risulta che a Carinaro è prodotta una quantità di energie derivante da fonti rinnovabili pari a 2,55 kw per abitante.

Facendo due conti, quindi, il premio dipende dalla circostanza che sul territorio di Carinaro risultano installati impianti green produttivi di circa 18.100 kw (2,55 moltiplicato il numero degli abitanti, cioè 7.100).

Ma se i kilowattori prodotti dai pannelli presenti sugli edifici pubblici sono circa un centinaio, da dove provengono gli altri 18.000 kw che risultano a Lega Ambiente?

Certamente una piccola quantità sono imputabili agli impianti presenti sui tetti di abitazioni private ma, è chiaro, per arrivare a 18.000 la strada è assai lunga.

È del tutto verosimile, pertanto, che la stragrande maggioranza dei kw prodotti sul nostro territorio da fonti rinnovabili provenga dai tanti capannoni industriali su cui sono installati i pannelli fotovoltaici. E non è certo un caso se in quella speciale classifica risulta ben piazzata anche la vicina Gricignano con circa 12.000 kw.

Né  Affinito né Dell’Aprovitola, dunque, possono rivendicare la paternità di questo premio, ma bisogna guardare altrove, in particolare alla nostra zona industriale e a quegli imprenditori più capaci di sfruttare le premialità che la legge riconosce alla produzione di energia green.

Ma in tutte questa storia il dato politicamente rilevante è un altro: come ci si può fidare di un’amministrazione che non ha neanche l’accortezza di leggere le ragioni di un premio la cui notizia giunge al protocollo comunale?

Come potrà un’amministrazione così superficiale tutelare gli interessi della nostra comunità in un procedimento così complesso come quello della realizzazione del Biodigestore che si vuole realizzare nel vicino comune di Gricignano?

Se non si ha lo spirito di sacrificio di collegarsi al sito di Lega Ambiente-Campania per leggere qualche misera paginetta, chi leggerà le centinaia di pagine costituenti il progetto del Biodigestore?

È opportuno ricordare che le leggi in materia ambientale e urbanistica sono assai complesse e non mi sembra che nel recente passato l’attuale amministrazione si sia distinta per rigore e competenza nell’applicarle…!

L’amministrazione e le sue prime donne, pertanto, mettano da parte la bramosia di apparire, che è pari solo alla loro superficialità, e provino a lavorare con serietà e nel rispetto della legge.

Cominicino, come suggerii invano giorni fa, a pubblicare all’albo pretorio l’avviso relativo alla volontà di privati di realizzare il Biodigestore nella vicino Gricignano, così come la legge impone.

Ma si faccia anche di più: considerato che sono già in corso i termini entro i quali qualsiasi cittadino può presentare osservazioni al progetto, è necessario fissare un avviso che rimanga in evidenza sulla home page del sito comunale, affiggere un manifesto per le strade del paese, far veicolare adeguatamente la notizia sui social e, sopra tutto, costituire immediatamente un comitato di lotta permanente formato anche dalle forze di opposizione e delle associazioni locali.

Viceversa, se si avrà la presunzione di saper fare da soli e ci si fiderà dei soliti esperti di diritto pubblico, come già accaduto da ultimo per il premio “comune rinnovabile 2020”, l’amministrazione non potrà che continuare a prendere fischi per fiaschi!”