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Casaluce, Cutillo: “Attenzione, ER Signore vè guarda!”

Casaluce –  In una nota inviata alla nostra redazione Antonio Cutillo dichiara: “L’art. 47 della Costituzione dispone che: “ (…) La Repubblica favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione” e fin qui nessuna obiezione… o meglio nulla da eccepire in Italia, ma non a Casaluce che, da oltre 10 anni, all’insaputa dei più convinti secessionisti, è stata proclamata la piena autonomia.

Di conseguenza, anche tutte le leggi, che alla nostra Carta Costituzionale si ispirano, sbiadiscono e perdono la loro valenza precettiva, soprattutto quando lo scopo è quello di realizzare, per i meno abbienti, residenze asseritamente da 𝗠𝗔𝗛𝗔𝗥𝗔𝗝𝗔 (𝗠𝗔𝗥𝗔𝗚𝗜𝗔’). Ma, a ben vedere, chi è il vero nababbo? A chi giova l’ulteriore manovra pre-elettorale?

Non di certo ai 𝟭𝟳𝟯 𝗜𝗚𝗡𝗔𝗥𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗖𝗜𝗧𝗧𝗔𝗗𝗜𝗡𝗜 che hanno pregustato, sognato e idealizzato un alloggio che, solo per il 2% di loro, vedrà la luce… quella del cimitero, perché in gran parte saranno “𝗔𝗣𝗣𝗔𝗥𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜𝗗𝗔𝗟𝗟’𝗔𝗙𝗙𝗔𝗖𝗖𝗜𝗢 𝗘𝗧𝗘𝗥𝗡𝗢”, così che ciascuno possa, quotidianamente, meditare sul mistero della morte, accorciando letteralmente le distanze dalla Casa Perpetua.

Sì, perché anche le distanze (𝗙𝗔𝗦𝗖𝗘 𝗗𝗜 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗖𝗜𝗠𝗜𝗧𝗘𝗥𝗜𝗔𝗟𝗜) si allungano e si accorciano a seconda del dato anagrafico del proprietario terriero limitrofo, o confinante.

E’un gioco vecchio quello delle tre carte… a Napoli le strade ne sono piene, qui ne è pieno l’Ufficio Tecnico: tu vendi, io acquisto e qualcuno, per mio conto, rivende o concede in locazione. Con questo gioco, a Napoli, nessuno ha mai vinto e, purtroppo, cari concittadini inclusi nella famosa lista, neanche voi ci riuscirete, anzi scommettiamo che ci avete già rimesso.

Pensate forse che i nobili ed edificanti sentimenti legati al valore sociale della proprietà possano muovere le scelte dei nostri Amministratori? Non di certo, poiché nelle loro vene scorre cemento, ma non quello dei veri imprenditori; un cemento malsano, ammalorato da vecchi interessi, corroso da compromessi già conclusi. Come in un copione già scritto, ognuno ha il proprio ruolo… e anche il sostituto quando qualche Magistrato di turno, noncurante del caldo, strappa al malaffare e consegna alla giustizia un 𝗔𝗧𝗧𝗢𝗥𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗧𝗔𝗚𝗢𝗡𝗜𝗦𝗧𝗔, magari alla vigilia di importanti eventi.

Purtroppo, anche noi di “Uniti per cambiare”, abbiamo un difetto: quello di raccontare la realtà dei fatti, di onorare il lavoro onesto che, senza contropartita occulta, fa crescere il paese e nobilita gli uomini.

In questa vicenda la trama è sempre identica alle altre… ma non anche il finale, perché, quando il buio cederà il passo alla luce, lo spettacolo che si schiuderà dinanzi ai nostri occhi sarà davvero sorprendente. Quando crollerà la debole scenografia del 𝗧𝗘𝗔𝗧𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗜 𝗣𝗨𝗣𝗜 vedremo, de visu, 𝗕𝗨𝗥𝗔𝗧𝗧𝗜𝗡𝗜 𝗘 𝗕𝗨𝗥𝗔𝗧𝗧𝗜𝗡𝗔𝗜𝗢. Come direbbero a Roma : “Attenzione, 𝗘𝗥 𝗦ignore vè guarda!”

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