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Casaluce – In una nota inviata alla nostra redazione, il gruppo Uniti per Cambiare dichiara: “A settembre riprenderà l’anno scolastico e della scuola a Casaluce non se ne parla.

Anzi non proprio.

C’è un avviso che invita proprietari di locali a farsi avanti se hanno ambienti da fittare adibendoli a scuola.

Insomma altro denaro da sperperare: fitti i locali, spendi i soldi per metterli a norma, trasferisci gli alunni distanti dal plesso centrale, costringendo docenti, mamme, nonne e affini a slalom mattutini e pomeridiani per accompagnare e riprendere i figli da scuola.

Eppure, Casaluce non ha una popolazione scolastica così ampia (purtroppo!) da richiedere miracoli per trovare soluzioni soddisfacenti.

I nostri amministratori potrebbero, qualche volta, accendere la fantasia!!!

Il plesso Marconi, per legge, ha circa i due terzi dell’impronta a terra destinata a spazi esterni, quindi giardini o cortili. Così, si potrebbe pensare di utilizzarli in maniera intelligente come si sta facendo in Danimarca.

Si potrebbero installare tensostrutture e/o moduli prefabbricati in modo da tenere non più di 15 allievi in aula.

Bisogna essere molto concreti, pensare a interventi concepibili in tre mesi e non troppo dispendiosi, che possano permettere alle scuole di funzionare correttamente.

Altra soluzione potrebbe essere quella di pensare a una diversa distribuzione degli spazi a disposizione.

Così, dai corridoi si potrebbero recuperare spazi didattici, come accade nelle scuole del Nord Europa, in modo da essere usati come ambienti di apprendimento con panche, puff, lavagne o aree per lo studio individuale. Si potrebbe organizzare in tal senso anche la palestra.

C’è bisogno, sostanzialmente, di creare spazi versatili che si adattino alle esigenze della didattica con arredi polifunzionali.

Non abbiamo bisogno di altro dispendio di denaro per creare nuove aule.

Abbiamo spazio per farlo già negli edifici esistenti. In questo modo eviteremmo la dislocazione, in aree distanti, della popolazione scolastica, mantenendo però le giuste garanzie di sicurezza e di distanziamento sociale.

La ripartenza della scuola è fondamentale per la ripresa del nostro paese. I nostri figli hanno bisogno di tornare alla normalità e non è concepibile pensare ad una speculazione anche su questa tematica.

Gli spazi ci sono e la affannosa ricerca di locali da parte di questa amministrazione denota solo, ancora una volta, l’ennesima incapacità a trovare soluzioni che non siano meramente speculative.

Gli spazi scolastici devono essere pensati in prospettiva di sicurezza, ma anche di flessibilità ed economicità.

Le soluzioni per far tornare i bambini a scuola ci sono e non è assolutamente necessario fittare locali per trasformarli ed adibirli in aule didattiche… questa soluzione va bene per le attività commerciali, ma non per quelle culturali dove il contesto è una istituzione educativa e non speculativa!!!”