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Castel Volturno – Continuano le proteste contro il primo cittadino di Castel Volturno che, dopo il suo intervento a mezzo stampa su un presunto interesse per il rispetto delle norme anti covid, ha fatto scatenare la rabbia dei castellani che lamentano da tempo disservizi e malagestione.

Cesare Diana, volontario Caritas e membro del ‘Comitato No Roghi’ ha sintetizzato il malcontento dei residenti, affermando: “Purtroppo Petrella raccoglie i frutti della sua semina, ormai qui a Castel Volturno è noto come il sindaco dei due ponti, l’unico sindaco in Italia che non ha avuto bisogno della chiusura imposta dallo Stato o dalla Regione per limitare i residenti negli spostamenti, a lui è bastato chiudere i due accessi alla città per intrappolare i castellani, costringendoli a percorrere chilometri per poter raggiungere luoghi di lavoro, ospedali e istituti scolastici. Una strategia frutto di disinteresse o incapacità ancora non è chiaro, ma quel che è chiarissimo è che il primo cittadino è primo solo a fare cassa. Non si vede tra la gente, non fa sopralluoghi nelle aree colpite dalle forti piogge, ma è attentissimo a sanzionare i commercianti che con grande fatica cercano di non chiudere definitivamente le saracinesche.”

“Un sindaco inesistente – continua il volontario – sia dal punto di vista fisico che amministrativo, attento alla sicurezza ma solo part-time. L’unica cosa di cui siamo sicuri attualmente a Castel Volturno è che siamo abbandonati a noi stessi se colpiti da calamità naturali, che per risolvere una problematica di estrema urgenza come il ponte di Ischitella/Lago Patria ci vorranno anni e che la manutenzione del territorio sarà inesistente. Siamo anche sicuri che gli uffici del comune continueranno ad essere abbandonati a loro stessi fino alla totale inefficienza.” 

“L’ultima trovata è quella di chiamare maggiori unità di forze dell’ordine per continuare a multare residenti e commercianti. Questo provvedimento segue quello tanto criticato dei parcheggi. Più del Covid – conclude Diana – spaventa la capacità di far cassa mettendo le mani nelle tasche dei Castellani.”