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Cesa – Il gruppo di opposizione in un post pubblicato su Facebook dichiara; “Prendiamo in prestito le foto dell’amico  esasperato come tanti da una situazione indecente ed a tratti surreale.

Più volte il gruppo di opposizione ha chiesto spiegazioni su via “Fratelli Cervi”, sia in Consiglio comunale che negli uffici preposti.

Volete sapere la risposta dell’amministrazione comunale?

Non possiamo spendere soldi per una strada per il cui rifacimento è stata espletata una gara il cui importo è molto ingente”.

Ad oggi, a gara ultimata e con un anticipo del 10% dato alla ditta aggiudicataria, dei lavori non si vede nemmeno l’ombra.

Anzi, qualcosa prima delle elezioni è stato fatto: un decespugliamento superficiale (tanto per dare un contentino e “raccogliere” qualche voto).

Ma è normale, nell’attesa dei lavori, far vivere in queste condizioni dei cittadini?

È normale abusare della loro pazienza in questo modo?

A far compagnia a via Fratelli Cervi ci sono anche via Berlinguer, via Matteotti ed altre arterie cittadine.

I rattoppi veloci non risolvono i problemi.

Il nuovo “codice etico” di Cesa prevede che i cittadini debbano pagare tasse salate per rimpinguare le casse comunali senza batter ciglio.

In cambio hanno il privilegio di chiedere all’amministrazione un piacere, perché i diritti dei cittadini vengono fatti passare come piaceri o concessioni dall’alto.

Una cosa però va detta: non tutti godono di questo privilegio, perché l’uguaglianza dei cittadini è un diritto ormai vecchio.

Adesso vige quello dell’appartenenza. Muovere critiche e segnalare disservizi è un “atto pretestuoso e politicizzato”. Elogiare e ringraziare anche per il minimo indispensabile, invece, è sinonimo di “libertà di pensiero” e di “onestà intellettuale”.

Si intervenga prima che qualcuno si faccia male. Si corra ai ripari per consentire ai cittadini di transitare lungo strade decorose.”