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Campania – “Bisogna investire di più nell’educazione digitale non solo dei ragazzi ma anche delle loro famiglie. Se da un lato il 70% dei giovani ha avuto esperienze dirette o indirette con i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo, dall’altro solo una famiglia su due, come conferma l’Osservatorio del sociale warning, è in grado di dettare regole sull’utilizzo di internet e dei social. Un ragazzo su cinque non riceve alcun input mentre il 50% dichiara di non essersi mai confrontato con la famiglia su questi temi. Le raccomandazioni si limitano a non cliccare siti pornografici e a mantenere privati i profili social. E’ evidente che con questi numeri non possiamo combattere efficacemente i bulli da tastiera e i criminali del web”.  

Lo ha dichiarato Domenico Falco, presidente del Corecom Campania, a margine del quarto appuntamento 2021 della campagna di prevenzione contro i fenomeni del bullismo e del cyberbulismo e per l’educazione digitale promossi dal Comitato Regionale per le Comunicazioni, in collaborazione con la presidenza del Consiglio Regionale e l’Agcom presso l’Oratorio “Don Bosco” dell’Istituto “Vincenzo D’Amato” di Gragnano.  

A fare gli onori di casa suor Maria Rosaria Basile (responsabile dell’istituto) e suor Valentina Marti (responsabile dell’oratorio): “Abbiamo incentrato le nostre attività sulla prevenzione aiutando gli adolescenti a scegliere in situazioni difficili. Soprattutto se non hanno la possibilità di essere seguiti da adulti in grado di accompagnarli nel discernimento. Vogliamo insegnare loro che entrare in relazione con l’altro significa arricchirsi e, attraverso l’altro, è possibile scoprire se stessi scoprendo che insieme si diventa una forza”.  

Molta attenzione è stata rivolta dai partecipanti all’appello di Gennaro Oliviero (numero uno dell’assemblea regionale), che ha sottolineato l’importanza di fare rete tra istituzioni, famiglie scuola e forze dell’ordine, ribadendo l’impegno del Consiglio nel sostenere le campagne di prevenzione, supporto straordinario alla creazione di un patto sociale contro la violenza on line.  

Secondo Monica Sorrentino, assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Gragnano: “Il bullismo è diventato una piaga negli ultimi anni. Il confine tra uno scherzo di cattivo gusto ed episodi evidenziati dal punto di vista penale è sempre molto sottile. Proprio per questo le campagne di prevenzione sono fondamentali, come ha ricordato lo stesso Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Serve un Patto sociale tra istituzioni, scuole, famiglie e forze dell’ordine, che sia in grado di indirizzare messaggi che tocchino la coscienza del bullo e della vittima. Serve spronare queste persone al rispetto per il prossimo, all’empatia per evitare l’isolamento arginando la diffusione di questi fenomeni”.  

Tante le domande dei ragazzi rivolte a Felice Castaldo e Francesco Romano (assistenti capo del Compartimento Campania della Polizia Postale e delle Comunicazioni): “Con la nostra esperienza e competenza informatica cerchiamo di prevenire i casi di bullismo e cyberbullismo aiutando i ragazzi e loro famiglie affinché possano utilizzare questi mezzi in modo corretto. Internet non va demonizzato ma utilizzato con consapevolezza. Noi vogliamo dare le giuste nozioni perché acquisiscano una patente virtuale per poter utilizzare al meglio il web. I suggerimenti sono sempre quelli di usare molta cautela quando si utilizzano i social sia da giovani che da adulti. Pensare sempre prima di postare, è il nostro motto che invita a riflettere sulle conseguenze dei comportamenti scorretti per le vittime che si manifestano nella vita reale determinando conseguenza serie per loro e per chi li pone in essere”