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Eboli – C’era una volta un bel Castello, che oggi rischia di cadere a pezzi, un frammento alla volta. 

Nonostante le continue sollecitazioni e proteste dei cittadini e interrogazioni parlamentari, ad oggi non si sono avviati ne i lavori di ripristino e messa in sicurezza della cinta muraria del castello Colonna, ne quegli accorgimenti minimi per alleviare i disagi dei residenti nel Centro Storico. 

Ne parliamo con il prof. Vito Pindozzi, già assessore del Comune di Eboli, uno dei membri del Comitato Centro Storico.

– Professore, ci può dare notizie in merito, com’è la situazione?

– Il Comune ha formalmente adempiuto gli atti di sua competenza, apponendo un divieto di transito e inviando una richiesta d’intervento al Provveditorato Regionale all’edilizia penitenziaria, ma, ad oggi, non ha provveduto né a creare una viabilità alternativa, né a pretendere che s’intervenisse con somma urgenza. Difatti, dopo due mesi ancora non si sa quando si avvieranno i lavori, né si provvede a risolvere il problema della viabilità, tant’è che vige l’anarchia assoluta e quasi tutti, a loro rischio e pericolo, transitano, anche con mezzi pesanti, sotto le mura pericolanti.

– Secondo lei, cosa bisogna fare per salvaguardare il castello Colonna?

– Basterebbe un’ordinaria manutenzione, come si è sempre fatto nel corso dei secoli, per preservare dalla rovina il nostro patrimonio storico monumentale. Basta osservare con attenzione le stratificazioni dei vari interventi che si sono succeduti nei secoli per rendersi conto dei continui adeguamenti strutturali che sono stati messi in essere per consegnarci nelle forme in cui oggi la vediamo quella struttura millenaria. 

Voci di corridoio, del Comune di Eboli, ci hanno riferito che in settimana si dovrebbe mettere in sicurezza, almeno la viabilità di via S. Sofia.

Speriamo che questo nuovo ennesimo appello dei residenti del Centro Storico, non cada nel vuoto, che chi di competenza faccia la sua parte, prima che giunga l’irreparabile, e dovremo contare i danni.