Posted on

Primo Piano – “L’Ugl Metalmeccanici ha contestato la richiesta avanzata nel trasformare in CIGO COVID-19 l’attuale CIGO per tutti i lavoratori, avendo più volte chiesto la rotazione del personale posto in Cigo, invece di scelte unilaterali aziendali.

L’Ugl ha denunciato in ogni incontro con ArcelorMittal che il tirare troppo la corda avrebbe determinato inesorabilmente lo scoppio di una guerra sociale. Ma anche in tali circostanze l’azienda non ha ascoltato, probabilmente perché era sin dall’inizio questo l’obiettivo.

Oggi, 22 settembre, si scopre che i lavoratori sono arrivati allo stremo, quegli stessi lavoratori che per anni sono stati lasciati all’oscuro di tutto quanto, nella speranza e nella concezione del ‘favorino’ invece che del costituzionale diritto al lavoro. Oggi i lavoratori decidono di intraprendere azione autonoma, a causa di decine di anni di mala gestione all’interno della fabbrica, sicuramente non imputabile a l’Ugl: l’O.S. non è stata mai, e mai lo sarà, pronta a scendere a compromessi se non finalizzati alla salvaguardia dei lavoratori/cittadini e mai per interessi di federazione, siano esse tessere, permessi o quant’altro.

Per questo lo scorso 19 settembre è stata inviata una missiva a tutti gli organi di governo e di controllo oltre che delle procure di Taranto e Milano, denunciando in maniera inconfutabile e con dovizia di particolari, quanto accade in azienda a partire dal luglio 2019. L’Ugl attende risposte che solo se dovessero tardare a giungere la vedrà costretta a porre in essere forme di contestazione concreta e non sola propaganda. In attesa circa l’eventuale esito derivante dalle risposte che il Governo, Magistratura e gli organismi di controllo forniranno e, nell’eventualità di esito negativo, preventivamente l’Ugl: indice una giornata di SCIOPERO per il giorno 24 settembre 2020 dalle ore 7.00 alle ore 24.00 per tutti i dipendenti ArcelorMittal e ditte appaltatrici ArcelorMittal in Ex Ilva in Amministrazione Straordinaria. L’Ugl Metalmeccanici non effettuerà alcun Sit-In in Taranto, ritenendo il Governo, unico garante con potere decisionale sulla vicenda del siderurgico tarantino, ed in attesa della succitata missiva che ci consentirà di procedere con la Procura della Repubblica”.