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Campania – “In questi mesi è in gioco la credibilità e il futuro dei professionisti economico-giuridici in generale e dei commercialisti in particolare. E’ evidente che i rapporti con la politica sono ai minimi storici, ma non è tollerabile che la nostra categoria venga tirata in ballo per degli errori insiti nelle norme. L’ultimo caso, quello dei 600 euro ai parlamentari e agli amministratori degli enti locali, ha evidenziato come ancora una volta ai politici piaccia ‘scaricare’ tutte le colpe sui professionisti, anziché assumersi le proprie responsabilità di fare leggi che funzionino concretamente”. Lo afferma Vincenzo Moretta, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili di Napoli.

“Dire che sono stati i commercialisti a chiedere, magari in automatico, il bonus, è un’assurdità. Più corretto sarebbe ammettere il proprio errore e porvi rimedio”, evidenzia Moretta. 

“Purtroppo gli attacchi di una certa classe politica sono costanti e arrivano da più parti. A peggiorare la situazione è il fatto che alla nostra categoria non venga riconosciuto il ruolo istituzionale che merita quando si tratta di scrivere una norma che pure ci riguarda direttamente”.

“Non siamo presenti ai tavoli tecnici – ribadisce il numero uno dei commercialisti partenopei – pur avendo gli strumenti tecnici per rendere le leggi e le norme semplici ed evitare la burocrazia continui a distruggere il tessuto produttivo del Paese: eppure stiamo parlando della credibilità e della professionalità di 120 mila donne e uomini che svolgono un lavoro delicatissimo per cittadini ed imprese, diventando in alcuni casi un punto di riferimento a 360 gradi”. 

“Siamo coinvolti in tutte le scelte dei nostri clienti, assicuriamo impegno, lealtà e rispetto delle regole. È bene che la politica lo capisca, invece di farci la guerra anche per un semplice rinvio dei versamenti d’imposta. Insomma – conclude Moretta – la sensazione è che siamo a un punto di non ritorno: è fondamentale, oggi, recuperare la credibilità dei commercialisti e che tutti i politici lo considerino per quello che sono: una parte strategica dell’ingranaggio della macchina statale”.