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Giugliano – Il sindaco Nicola Pizozzi in un post pubblicato su Facebook dichiara: “La mia sensibilità mi induce,  a dedicare un pensiero più profondo alla giornata della Memoria, ossia la giornata in cui ricordiamo l’Olocausto, il genocidio del popolo ebraico e di tante minoranze.

La Memoria è l’unico vaccino contro l’indifferenza ed è anche lo strumento che tutela ogni forma di vera democrazia.

Era il 27 gennaio del 1945 quando le truppe russe arrivarono al cancello di filo spinato con la scritta “Arbeit Macht Frei” (il lavoro rende liberi), il cancello di Auschwitz.

Pensavano fosse un campo di lavoro e invece trovarono l’inferno, il luogo dove la macchina dello sterminio aveva cancellato tantissime vite umane reputandole inferiori. Trovarono scheletri in cui appena si vedeva ancora la vita, persone che non avevano nemmeno la forza di tenere in mano un cucchiaio e che sembravano già morte. Dentro credo lo fossero.

Molte cose scomparvero per sempre. I tedeschi avevano provato a cancellare le tracce del loro crimine, demolendo il forno crematorio IV, bruciando i registri, coprendo le buche dove erano stati sepolti i corpi, portando via la sabbia sporca di sangue. E quando il filo spinato venne tolto e le baracche furono smantellate, anche parecchie tracce della vera orrenda storia di quel luogo si persero per sempre.

Restavano però i racconti delle 7.000 persone trovate vive; a stento ricordavano i loro nomi. Li avevano tatuati con dei numeri e per tanto tempo questo erano stati: numeri da eliminare.Nel piazzale furono trovati 48 corpi. In ciò che restava dei magazzini il repertorio del massacro: 1.185.345 capi di vestiario maschile e femminile; 460 arti artificiali; sette tonnellate di cappelli; 43.525 paia di scarpe. Erano cose appartenute a persone trattate anche esse come vecchie cose. In tantissimi erano morti di stenti e di torture. Molti altri erano stati “bruciati”; i testimoni sopravvissuti hanno raccontato di un odore che non si dimentica più e che li ha perseguitati in tutte le notti delle loro vite.

Quelle persone forse non furono mai liberate perché sono rimaste prigioniere della paura per sempre. Eppure si aggrapparono alla vita, in qualche modo, forse proprio per consegnarci la Memoria di quello che l’essere umano può generare, quando facciamo spazio all’odio, al razzismo, ai pregiudizi che poi si trasformano in mostruosità e violenza. Furono uccisi gli ebrei ma anche tutti gli imperfetti, i disabili, i portatori di handicap, le persone affette da patologie mentali, i Rom, gli omosessuali e tutti quelli che avevano una fede ostile al regime, come i testimoni di Geova.

Mi sembrava doveroso ricordare, stasera, questa verità terribile della nostra storia. E credo se ne debba parlare soprattutto nelle scuole, affinchè gli adulti di domani non dimentichino l’orrore.

Parlatene tutti, anche a casa. Sono racconti terribili ma a volte servono per far crescere sani i nostri figli. La Memoria ci salva.”