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ISKRA: “Impediamo la chiusura della Maddalena”

Aversa – In una nota inviata alla nostra redazione,la Scintilla ISKRA Agro Aversano dichiara: “Da più di tre anni siamo impegnati nella riapertura e nella riqualifica dell’ex manicomio “La Maddalena” di Aversa, un’area di immenso verde e che fonda la sue radici storiche a oltre due secoli fa! Ma come spesso accade sui nostri territori, quest’area è stata totalmente abbandonata dalle istituzioni.

Nonostante in questi anni abbiamo recuperato i plessi destinati all’ex Falegnameria con tutti i mezzi a nostra disposizione affinché si partecipasse alla costruzione di un polo sociale e culturale, l’azienda sanitaria locale sta perseguendo la sua politica di CHIUSURA senza porre e discutere di alcuna progettualità.

Al contrario nostro con tanti attivisti, abitanti della zona, associazioni e persone, gruppi di artisti di tutta Italia, abbiamo  riaperto i cancelli della Maddalena all’agro aversano in eventi di aggregazione di ampio respiro, con laboratori autogestiti, spettacoli teatrali, mostre fotografiche e tanto altro, e soprattutto rendendo la Maddalena un luogo di utilità sociale promuovendo con costanza corsi di italiano per immigrati, corsi di palestra popolare, biblioteca sociale e aula studio.

Da anni con il COMITATO “La Maddalena che Vorrei” spingiamo affinché l’ex manicomio divenga parco urbano e possa recepire i reali bisogni del territorio! All’ASL sono stati presentati diversi progetti per riqualificare l’area della falegnameria, ma nonostante svariati incontri informali, la Dirigenza dell’azienda ha preferito investire le sue risorse economiche nella costruzione di muri e cancelli, sperperando e speculando sulla reale riqualifica dell’area

Questa decisione non fa altro che impedire la restituzione dell’ ex manicomio a chi vorrebbe renderlo un luogo migliore, e anzi agevola il prolificare di speculazioni attraverso la parcellizzazione e la sottrazione di un bene comune all’intera popolazione!

Rendere sicura la Maddalena vuol dire riaprirla senza farne strumento di campagna elettorale per poi abbandonarla al degrado sociale per il resto del tempo.Il cemento e i lucchetti non ci intimoriscono né ci scoraggiano a mettere in campo nuove idee di autogestione e organizzazione dal basso degli spazi sociali, per riprenderci il più grande polmone dell’agro aversano. Siamo tutti chiamati a riprenderci uno spazio che ci stanno negando!”

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