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Primo Piano – Una nuova denuncia di violazione dei diritti umani in Libia arriva dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) che riferisce di tre migranti uccisi, e altri quattro feriti, in una sparatoria avvenuta la scorsa notte a Khums, a est di Tripoli, durante le operazioni di sbarco. Due migranti sudanesi sarebbero morti sul colpo mentre un terzo è deceduto per le ferite riportate mentre veniva trasportato in ospedale.

«La sofferenza dei migranti in Libia è intollerabile», ha dichiarato il capo della missione dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) in Libia, Federico Soda. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni sostiene che la Libia non è un porto sicuro e ribadisce il suo appello all’Unione Europea e alla comunità internazionale per avviare azioni urgenti per porre fine al rimpatrio delle persone vulnerabili in Libia.

Problematiche che riportano all’attenzione mediatica e internazionale ciò che Italia Viva aveva denunciato e chiesto nelle scorse settimane. Ricordiamo, il recente ordine del giorno approvato sul rinnovo della missione in Libia, presentato della senatrice Laura Garavini, in cui si chiedeva il rispetto dei diritti umani e della possibilità di prevedere la presenza delle organizzazioni internazionali nei campi di accoglienza profughi, così come richiesto anche dalle istituzioni di Malta. Inoltre, il Governo italiano aveva previsto il proprio massimo impegno a prevedere l‘apertura di canali umanitari per l‘accesso sicuro di profughi di guerra e a fare luce sul reale utilizzo di fondi pubblici italiani stanziati a favore di progetti delle municipalità libiche.

Secondo il coordinatore del comitato Italia Viva Malta, Sergio Passariello, «alla luce di quanto accaduto, risulta più che mai necessario attivare un processo di gestione dei centri di detenzione libici da parte dell’Europa insieme alle organizzazioni internazionali, come l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). Anche in questo caso, l’asse politico e diplomatico, tra Italia e Malta risulta importantissimo per porre all’attenzione pubblica internazionale la tragedia umanitaria in corso in Libia e nelle zone più problematiche del Nord Africa. L’episodio accaduto sulle coste libiche, relativo all’uccisione dei migranti ad opera della Guardia Costiera Libica, conferma che nel paese non vi è alcun rispetto dei diritti umani».

Altrettanto importante risulta non coinvolgere nei progetti di assistenza, controllo e cooperazione le persone coinvolte in episodi di sfruttamento dei migranti. Motivo per cui l’Unhcr e la stessa Oim esprimono indignazione e invocano un’indagine accurata in tempi brevi. 

«Resta necessario capire a fondo ciò che rappresenta l’accordo con il governo di Tripoli – chiede Italia Viva Malta – dando priorità alla cooperazione nel Mediterraneo, alla sicurezza e al rispetto dei diritti umani».