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Eboli. La giornata Mondiale della Terra è un evento internazionale, svolto per la prima volta il 21 marzo del 1970, l’obiettivo che si propone è quello della sostenibilità ambientale e la salvaguardia del nostro pianeta.
La manifestazione è conosciuta in tutto il Mondo come Earth Day, la Giornata della Terra di aprile, è l’evento green per eccellenza, è riesce ad appassionare nel periodo dell’evento più di un miliardo di persone.
Di questo evento così importante, che interessa tutti noi, ne parliamo con Salvatore Marisei, Coordinatore dei Riformisti e Democratici di Eboli.
Lei che è un Consulente per lo sviluppo locale, ci può dire com’è la situazione ambientale nella Piana del Sele?
La piana del Sele è interessata da vecchie discariche di rifiuti, solo in minima parte bonificate, e da decine di impianti di smaltimento che insistono prevalentemente nell’area industriale di Eboli e Battipaglia.
Com’è la situazione delle bonifiche in queste aree?
Le bonifiche sono bloccate, ma non solo, di recente, e in più occasioni, alcuni di questi impianti sono stati oggetto di incendi, creando notevoli disagi alla popolazione e, in alcuni casi, il rilascio nell’aria di fumi e particelle nocive.
Ancora in queste ore, nella vicina Contursi Terme e nel Comune di Buccino si discute della possibilità di allocare altri impianti di smaltimento rifiuti e dell’insediamento di impianti industriali ad alto impatto ambientale.
Gli esperti del settore dicono che non ci sono rischi.
Indubbiamente le innovazioni tecnologiche consentono di ridurre i rischi, ma nessuna tecnologia può eliminare del tutto il rischio.
Secondo lei cosa bisogna fare per non lasciare ai nostri figli un territorio inquinato.
Occorre bloccare i nuovi impianti di smaltimento sul nostro territorio e scegliere altre localizzazioni per l’industria pesante, avviando con urgenza le indagini sui livelli di inquinamento e le bonifiche necessarie di tutti i siti inquinati.
La Piana del Sele è un territorio a grande vocazione agricola, famosa per la IV gamma, cosa si sente di dire a chi vuole trasformare il nostro territorio in una grande discarica a cielo aperto?
Infatti, un territorio a prevalente vocazione agricola, non può vivere continuamente sotto minaccia, al contrario meriterebbe la massima attenzione della politica per discutere di come incentivare la qualità ambientale e sostenere le produzioni.
Raffaele Agresti