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Campania – Il settore della formazione professionale della regione Campania chiede aiuto. Da anni problematiche ed anomalie denunciate dagli istituti interessati non trovano risposte adeguate nelle istituzioni e così l’intero settore continua a navigare a vista.

A farsi portavoce delle esigenze del settore è il Movimento Libero e Autonomo delle Scuole di Formazione Autofinanziate che il più delle volte va a scontrarsi con il muro di gomma di chi non vuole ascoltare. Come nel caso della richiesta di incontro inoltrata all’assessore regionale Armida Filippelli che non ha ancora ottenuto risposte nonostante i temi proposti restano essenziali per il proseguimento dell’attività lavorativa del comparto e, allo stesso tempo, per tutelare i partecipanti stessi.

“Abbiamo chiesto questo incontro – spiega Luca Lanzetta, portavoce delle ottanta imprese firmatarie- innanzitutto per sottolineare la mancanza di un interlocutore regionale. Una figura divenuta necessaria, in seguito ai continui dispositivi emanati dagli uffici preposti. Una mancanza che genera confusione ed errori da parte della stessa agenzia, impedendone una corretta e fluida gestione delle attività amministrative”.

Sono davvero tanti i temi da discutere, riassumendo i più importanti non possono essere trascurati quelli relativi alle operazioni di vigilanza e controllo sulle attività autofinanziate il cui manuale è stato approvato da tempo. Maggiori controlli su attività e regolarità dei corsi non possono che migliorare la qualità dell’attività didattica a patto però che le sanzioni previste vengano applicate con lo stesso metro di giudizio. Occorre sottolineare che il nuovo manuale non contempla il principio di “premialità” che doveva essere applicato contemporaneamente alle altre norme, penalizzando oltremodo ed ingiustamente l’agenzia con l’applicazione delle sole misure sanzionatorie.

“Altro tema importante –prosegue Luca Lanzetta- è quello delle modifiche normative. In molti casi sono comunicate soltanto tramite piattaforma Silf, anziché con un atto normativo adeguato. Norme a volte retroattive ed altre invece rese note quando ormai il corso è già concluso. Anche in questo caso si crea confusione, oltre all’immancabile danno all’allievo costretto ad attese e ritardi notevoli per il conseguimento del titolo finale disattendo la possibilità di inserimento lavorativo”.

Altro tema interessate è quello della programmazione dei fondi Fse per la formazione finanziata e pubblicazione dei bandi: il settore della formazione professionale negli ultimi tempi registra un sostanziale ritardo sia dello stanziamento di fondi che dell’apertura dei relativi bandi.

Temi scottanti ed importanti che per essere affrontati avrebbero bisogno del giusto interlocutore: “E’ ora che la Regione Campania cominci ad ascoltare la nostra voce e ci aiuti a fare chiarezza in una jungla che diventa sempre più fitta. Continueremo a fare sentire la nostra voce, tenuto conto che nel settore operano circa 700 scuole di formazione che consistono in enti, imprese ed associazioni che generano lavoro ed indotto al pari di tanti altri settori economici e produttivi” conclude Luca Lanzetta.