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Marano – “Me ne sono stato in silenzio – dice – su un lavoro che non doveva rischiare in alcun modo di essere compromesso da una possibile fuga di notizie. Un lavoro che ho voluto condurre in commissione antimafia con pazienza e dedizione, raccogliendo, per mesi, segnalazioni, informazioni e articoli”.

E ancora: “I troppi silenzi, le numerose distrazioni su tanti procedimenti, le strane dimenticanze, – aggiunge il parlamentare del MoVimento 5 Stelle  – hanno sollevato diversi dubbi nei cittadini e in me, quale deputato di questo collegio. Per questo, gli accertamenti tecnici dovranno fugare ogni dubbio o confermare tristi sospetti, devo capire se il quadro allarmante che viene fuori dai documenti amministrativi sono frutto di una cronica incompetenza o dalla incapacità ad amministrare la cosa pubblica”.

Andrea Caso fa riferimento in particolare alla gestione locale dei beni confiscati alla mafia e mai acquisiti nel patrimonio comunale o mai assegnati per finalità sociali, al mancato deposito delle notifiche degli atti di esproprio a danno dei Polverino o alla mancata acquisizione delle aree PIP.

“Continuerò a vigilare sul rispetto della legalità locale insieme ai tanti attivisti del M5S che, su questo tema, hanno da subito compreso la necessità di evitare ogni polemica per scongiurare pressioni e condizionamenti. Marano merita un’amministrazione contro la camorra e per la legalità, sempre e comunque. Anche su questo siamo impegnati come MoVimento per offrire una valida alternativa ai politici che da troppi anni hanno male amministrato la nostra città”.

“Auguro buon lavoro ai componenti della commissione di accesso che avrà il compito da oggi di svolgere un accertamento imparziale e rigoroso sul senso di legalità dell’amministrazione comunale di Marano” conclude Caso.