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Mondragone – In una nota inviata alla nostra redazione, l’AMBC ha dichiarato: “Nonostante gli atavici ritardi che ancora continuano ad appesantirla, da qualche anno la pubblica amministrazione italiana sta cercando di mettersi al passo con i tempi, snellendo le proprie procedure e informatizzandole in modo da favorire cittadini e imprese.

Per il rilascio o il rinnovo della Carta d’identità elettronica, per esempio, nei Comuni che hanno aderito alla piattaforma centralizzata e attivato il servizio di prenotazione (adesione che è comunque obbligatoria) è possibile verificare online la disponibilità e fissare un appuntamento in modo da recarsi negli uffici anagrafici comunali nel giorno e all’ora fissati, senza perdere tempo. Ciascun mondragonese che lo desidera può quindi prenotare un appuntamento in funzione delle disponibilità del Comune, che vengono direttamente verificate dalla piattaforma,  registrandosi con Username e Password. Tali credenziali devono essere conservate con cura e utilizzate esclusivamente sul sistema “Agenda CIE”, ogni qualvolta si desidera richiedere un appuntamento per il rilascio o il rinnovo della CIE.

Succede così che un ipotetico cittadino, chiamiamolo -con un nome di fantasia- William “Bill” Foster,  dovendo rinnovare la carta d’identità e avendo verificato che il comune di Mondragone ha attivato il servizio di prenotazione online, procede con la prenotazione e in pochi attimi l’ottiene: dovrà recarsi presso l’ufficio comunale il 26 maggio alle ore 16,45.  Fin qui la procedura appare perfetta, ma ecco il “Pacco Pacifico ”: Bill si presenta nel giorno e nell’ora stabiliti presso il comune di Mondragone ma del dipendente incaricato del rilascio della CIE nessuna traccia. Bill non è solo, ci sono altri cittadini in attesa, che cercano di sapere da qualche “anima pia vagante” se il dipendente incaricato farà la propria “celeste apparizione”. Una persona che funge da usciere esorta a pazientare e invita a chiedere lumi ai piani alti di Viale Regina Margherita, ove si aggira qualche “politico” apparentemente indaffarato che si lascia scappare: “oggi il dipendente incaricato non arriverà, siamo ancora in lockdown e poi questo sistema di prenotazione non funziona”.

Bill vorrebbe gridare: “Ma come non funziona? E’ perfetto! Siete voi che avreste dovuto magari sospenderlo e bloccare l’agenda in questo periodo. Perché non lo avete fatto?”,  ma si trattiene. Passano i minuti ma né dai piani alti né da quelli bassi arriva qualche straccio di  informazione sul da farsi. Dopo quasi un’ora di snervante attesa, ancora calma piatta e aria rarefatta.  William “Bill” Foster è sempre più nervoso e incomincia a pensare di “ buttare la spugna”, anche perché deve ritornare al lavoro e non può tardare. Sopraggiunge nel frattempo un “politico trasandato” con un pacco di carte sottobraccio che camminando a passo spedito (chi sa se ha veramente fretta o fa solo finta di averla) “spiccia la faccenda” dicendo: ma chiamate direttamente il dipendente (si scoprirà poi che sul cellulare del dipendente in questo periodo -come accade per la verità un po’ ovunque-vengono smistate le telefonate che arrivano al fisso dell’ufficio) e prendete un appuntamento con lui”.

Bill a queste parole, sconfortato, si arrende e se ne va.  Si sente umiliato, ha avuto un pomeriggio “di ordinaria follia” e la conferma che c’è proprio qualcosa che non va a Mondragone. Il giorno dopo- anche se ancora incavolato – invia una PEC di protesta alla funzionaria responsabile e, seppur con scetticismo,  compone  il numero di telefono dell’ufficio comunale. Gli risponde dal proprio cellulare il dipendente preposto al rilascio della CIE. Sta guidando, é simpatico e cordiale come sempre, ma non può interloquire come vorrebbe, farfuglia qualcosa, del tipo:“stai sereno e vieni in ufficio domattina così verifichiamo cosa si può fare”. Così dicendo testimonia che a Mondragone- in definitiva- va tutto come sempre è andato. Al diavolo la banda larga, il 5G, la smaterializzazione, i servizi online, l’informatizzazione, la comunicazione, la cittadinanza attiva e i diritti! Qui il futuro ha un volto antico: è la calda “pacca sulla spalla”, è il confortevole: “a frà che te serve?”, è l’empatico: “tutt appost? Sì, tutt appost!”. Qui ogni giorno c’è un tramonto suggestivo e poco importa se il sole andrà a morire su un’acqua non proprio cristallina. Ci sarà sempre un romantico mondragonese che lo fotograferà e lo posterà aggiungendo con incauta fierezza: “Siamo il Paese più bello del mondo!”. A Mondragone -per quasi tutti-  tutto va come sempre”.