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Mondragone – In una nota inviata alla nostra redazione, l’AMBC ha dichiarato: “Un’annotazione a margine del comunicato di ieri: GIOVANNI ROMANO di EUROPA VERDE CAMPANIA ieri ha lanciato la proposta di un’Anagrafe Vegetale in ogni Comune della provincia di Caserta e ha rilanciato la messa a dimora di un albero per ogni bambino nato o adottato.

Il Comune di Mondragone, lesto come sempre, non ha aspettato neppure un giorno dalla proposta di ROMANO e-come si può vedere dalla foto allegata- laddove c’era 1 albero (seppur spelacchiato e non curato), in Viale Regina Margherita, a pochi passi dalla rotonda nuova di zecca, ne ha addirittura piantati 2, ma d’acciaio. Ci sono Amministrazioni con le quali non è impossibile interagire, è inutile! Passiamo all’<argomento del giorno>. Le concessioni degli stabilimenti balneari rappresentano un’occasione di guadagno e devono perciò essere messe a gara.

E’ quanto ha affermato un’importante e chiara sentenza del Consiglio di Stato emessa meno di un mese fa, la n. 4610 del 17 luglio 2020. Una sentenza, l’ennesima, che ha fatto scalpore ma che non ha minimamente scalfito l’arch. Salvatore Catanzano del Comune di Mondragone, il quale incurante di quanto hanno stabilito i giudici di Palazzo Spada, in “solitaria” (sugli atti non compare la firma di chi ha fatto l’istruttoria, ma soltanto la firma di Catanzano, il quale “se la canta e se la suona”), nei giorni scorsi ha firmato alcune determine di proroga di concessioni demaniali marittime.

Tralasciamo la propaganda a buon mercato di chi -in piena campagna elettorale per le regionali- promette ulteriori concessioni e semina fantasie varie su ciò che resta della nostra spiaggia libera, apparecchiando conferenze stampa “amichevoli” e senza neppure degnarsi di considerare qualche elemento di inopportunità se non proprio di conflitto d’interesse. Siamo- in tal caso- dalle parti di Totò truffa 62 (senza la genialità del Principe). Desta invece stupore il comportamento di un funzionario, il quale non avverte minimamente la necessità (e forse il dovere) di chiedere alla politica indirizzi ben precisi (e conseguenti a questa clamorosa sentenza del Consiglio di Stato) in merito ad un tema così complesso, delicato e spinoso e non avverte neppure l’urgenza di un parere giuridico (da chiedere semmai alla Segretaria comunale nonché Responsabile dell’anticorruzione) e si assume- petto in fuori- la responsabilità di ignorare totalmente una sentenza del Consiglio di Stato.

Una sentenza lapidaria che ha sottolineato la necessità “dell’esperimento della selezione pubblica nel rilascio delle concessioni demaniali marittime, derivante dall’esigenza di applicare le norme conformemente ai principi comunitari in materia di libera circolazione dei servizi, di par condicio, di imparzialità e di trasparenza, derivanti dalla direttiva 123/2006 (c.d. Bolkestein), essendo pacifico che tali principi si applicano anche a materie diverse dagli appalti, in quanto riconducibili ad attività suscettibili di apprezzamento in termini economici”. Questo perché, prosegue la sentenza, “la sottoposizione ai principi di evidenza trova il suo presupposto sufficiente nella circostanza che con la concessione di area demaniale marittima si fornisce un’occasione di guadagno a soggetti operanti sul mercato, tale da imporre una procedura competitiva ispirata ai ricordati principi di trasparenza e non discriminazione”.

L’AMBC da anni sta cercando di far capire che non si può più andare avanti con i Beni Comuni (a partire dal demanio marittimo) che continuano a restare nelle mani dei soliti beneficiari, i quali da decenni (molti decenni -in qualche caso- e anche con non pochi abusi) li sfruttano, senza alcun vantaggio per la collettività, che anzi si vede scaricare addosso non pochi problemi. Le sentenze si sprecano e sono tutte concordi sulla obbligatorietà della gara ad evidenza pubblica, dalla Sentenza della Corte di Giustizia Europea C-458/14  alla sentenza 12 giugno 2019, n. 25993 della Terza Sezione Penale della Suprema Corte di Cassazione. Ma per l’arch. Catanzano tutto ciò con conta nulla!

L’AMBC da anni punta il dito su chi- dalla farmacia comunale all’illuminazione pubblica, dal cimitero comunale al demanio marittimo, dal servizio di sosta ai servizi di welfare e così via- continua a mungere la <vacca Comune> e ad assicurare- come contropartita- la base elettorale a coloro che pro tempore andranno a sedersi sugli scranni comunali per far sì che gli interessi dei votanti-beneficiari non siano minimamente scalfiti. Quel poveretto che tempo fa pensava di deriderci per i nostri pochi voti avrà capito la genesi del loro consenso? Sicuramente sì, essendosi miseramente inginocchiato da tempo sotto la tavola a raccogliere le briciole. Aspettiamo solo che a capirlo sia la maggioranza silenziosa dei Mondragonesi e, soprattutto, che si decida -questa maggioranza-a non farsi più gabbare dalla solita sparuta minoranza dedita da tempo a vivere- e bene- sui servizi pubblici e sui beni comuni intesi come <cosa loro”.