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Modragone – In una nota inviata alla nostra redazione, l’AMBC dichiara: “Non ci soddisfa potervi rinfacciare: “Ve lo avevamo detto”. Anche se vanno comunque ricercate le responsabilità per ciò che sta accadendo nella nostra città, arrivata alla ribalta nazionale e ancora una volta per tristi fatti di cronaca.

Non vogliamo andare a ritroso di cinquant’anni -come fa qualche ingegnere che ha avuto in pugno il destino del nostro territorio per qualche decennio, contribuendo a segnarne le sorti- per rinverdire le responsabilità di chi pensò, progettò e patteggiò i mostri (urbanisticamente parlando), altrimenti soprannominati “Palazzi Cirio”. Alcuni responsabili di quello scempio non sono più tra noi, anche se danno il loro nome a strade e piazze della città (come sono riconoscenti o smemorati i Mondragonesi!). Il presidente De Luca ha sostenuto che si tratta di una “situazione incancrenita da 10 anni”. E noi diciamo forse anche da venti o trent’anni. Ma l’Amministrazione Pacifico non è in carica da tre giorni ma da ben tre anni.

Ed è quindi a questa Amministrazione che dobbiamo rivolgerci, perché è ad essa che correva l’obbligo in questi 3 anni di fare qualcosa per evitare il “disastro” di oggi. Nel 2018 ad un anno dall’insediamento del sindaco Virgilio Pacifico, l’Associazione Mondragone Bene Comune scriveva: https://www.81034.it/ma-e-sicurezza-o-soltanto-propaganda/. Nei due anni successivi, purtroppo, Pacifico e i suoi sono stati in “tutt’altre faccende affaccendati” e della situazione sociale ed ambientale di quella zona, come di altre zone della città, non si sono preoccupati né tantomeno occupati. Abbiamo ripetutamente osservato che ciò che è accaduto presso i Palazzi Cirio prima ancora che essere una questione sanitaria è una questione sociale e una questione ambientale.

Questione sociale che (unitamente a quella finanziaria, ma le due cose si tengono) è il vero “buco nero” dell’Amministrazione Pacifico, che al massimo affronta (o tenta di affrontare) i problemi di accoglienza, mediazione e integrazione legati all’immigrazione esclusivamente sotto il profilo securitario. Pacifico è quel sindaco che non ha nominato un Assessore ai Servizi Sociali. Pacifico è quel sindaco che ha deciso che i buoni spesa andavano esclusivamente ai residenti. Pacifico è quel sindaco che non si è opposto al comando presso altro ente concesso ad un’Assistente sociale del nostro comune, pur avendo un ufficio ridotto all’osso, per poi andare in televisione (in un’altra triste occasione, quando la cronaca si occupò di presunti casi di pedofilia) a lamentarsi per la scarsità di personale.

Pacifico è quel sindaco che insieme alla Giunta comunale  (e qui siamo veramente all’ingiustificabile) il 22 Giugno scorso ha approvato la delibera n. 44 relativa al piano triennale del fabbisogno di personale per il triennio 2020-2022, stabilendo che per quest’anno, per il 2020, assumerà due Architetti di categoria “D”,  un Istruttore Direttivo di Vigilanza di  categoria “D”e un Istruttore Amministrativo di categoria “C”. Di Assistenti sociali, Psicologi, Mediatori culturali, Educatori professionali, Tecnici dell’inserimento dell’integrazione sociale e altre figure professionali del sociale neppure l’ombra (poiché l’attuale responsabile dei Servizi Sociali sta andando in pensione, si limitano ad approvare che, ricorrendo all’art. 110 comma 1 D.lgs. 267/2001, provvederanno ad assumere una figura specializzata del settore sociale, anche Coordinatore unico dell’Ufficio di Piano dell’ Ambito Territoriale C10.

E perché non l’assunzione a tempo indeterminato attraverso procedura concorsuale, visto che si libererà un posto in organico? E, comunque, la procedura concorsuale per il “110” non dovrebbe essere stata già attivata? E poi programmano l’assunzione degli immancabili vigili stagionali). E, come si ricorderà, neppure per il “concorsone regionale” furono previste figure professionali del sociale.  Quindi, ora e qui, ancora una volta per Virgilio Pacifico non c’è alcun problema sociale da richiedere il rafforzamento dell’ufficio comunale dei servizi sociali. Ritorneremo su questo piano triennale del fabbisogno, vecchio, datato, incomprensibile (ancora architetti? E per fare cosa?) e che non tiene soprattutto conto che è cambiato tutto con l’emergenza Covid-19 ed anche il lavoro nella pubblica amministrazione sarà un’altra cosa rispetto a quello che abbiamo conosciuto (e, soprattutto, che per il futuro avremo sempre più bisogno di ben altre figure professionali).  Prima di perdere le staffe con i giornalisti che fanno soltanto il loro lavoro o di alzare la voce- senza mascherina- a mezzo metro dai cittadini e di disseminare le colpe qui e là, Pacifico farebbe bene  a restare innanzitutto  pacifico e a riflettere un po’ di più su ciò che ha fatto e fa e su quello che non ha fatto. Arriverebbe con facilità ad arrabbiarsi soltanto con se stesso”.