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Mondragone, AMBC: “Il caos del Comune coinvolge anche la Prefettura”

Mondragone  – L’associazione AMBC dichiara: “Pacifico ed i suoi fanno male a sottovalutare ciò che è accaduto con il rendiconto di gestione 2017. L’AMBC ritiene che si sia superato ogni limite, che non si è affatto in presenza di bazzecole procedurali, bensì di un ennesimo colpo inferto alla forma e, quindi, alla sostanza della democrazia locale.

La minoranza consiliare ha perfettamente ragione a protestare. Anzi, ad avviso dell’AMBC, lo ha fatto con ritardo e lo sta facendo in maniera blanda, considerata la gravità dei fatti. Fatti che coinvolgono ancora una volta la Prefettura di Caserta, che come per il passato continua a non perdere il vizio di <dettare legge>. Cerchiamo di essere chiari e di stare ai fatti. Il rendiconto di gestione relativo all’anno 2017 doveva essere deliberato dal consiglio comunale entro il 30 aprile. Termine perentorio. E il 30 aprile scorso cadeva di lunedì, un giorno di lavoro, di attività amministrativa. A quella data però il rendiconto non solo non era stato approvato dal consiglio comunale, ma neppure dalla giunta! Un ritardo incomprensibile ed ingiustificato, che però nessuno dalle parti della maggioranza (priva dell’assessore al bilancio) ha sentito il dovere di giustificare. Il Prefetto, a quel punto, avrebbe dovuto nominare un commissario ad acta e valutare l’ipotesi dello scioglimento del consiglio comunale. Ed, invece, si lascia passare la Festa dei lavoratori, si lascia che la giunta con incredibile ritardo approvi il rendiconto e poi, solo poi, si invia diffida per via pec al comune.

Ben sapendo che solo il giorno prima il rendiconto era stato approvato dalla giunta, privo però della relazione dell’organo di revisione (facilmente appurabile anche dalla Prefettura, avendo la pazienza di riporre un pochino la cornetta telefonica e consultare il sito istituzionale del comune). Quindi, dalla Prefettura viene inviata una diffida tanto per adempiere, per mettersi a posto (secondo loro …), ben sapendo che entro il 30 aprile non il consiglio ma addirittura la giunta non aveva deliberato alcun consuntivo e che i consiglieri erano, quindi, nell’impossibilità di adempiere all’approvazione del consuntivo nei tempi imposti dalla diffida prefettizia, poiché non avevano ancora ricevuto la proposta di rendiconto e che quella approvata dalla giunta era priva della relazione dei revisori. La Prefettura non ignora che la proposta di rendiconto approvata dalla giunta deve essere messa a disposizione del consiglio entro un termine non inferiore a giorni 20! Quindi, siamo all’escamotage, alla presa in giro, alla farsa. Tutti sapevano che bisognava – giocoforza – andare oltre quei tempi. Infatti, scatta la solita <furbata> della solita <azzeccagarbugli>, tanto cara ai rampanti centrini: la diffida viene <congelata> per ricalibrare <alla bisogna> i tempi della legge  e anche quelli della diffida. Si acquisisce con calma la relazione dell’organo di revisione, si aspettano i tempi della commissione consiliare e poi con calma, con molta calma, all’inizio di giugno si approda nell’inutile consiglio per annuire. Sulla linea telefonica infuocata tra la solita apicale e qualche funzionario prefettizio s’era intanto dettata la legge alla quale piegare anche stavolta il comune di Mondragone. Tutta questa amarezza è aggravata dal fatto che dei contenuti del consuntivo non si è parlato, che del bilancio comunale in pieno sfascio si continua a tacere e che si continua a mettere pervicacemente  la polvere sotto il tappeto. Ma, a parte ciò, <tutto va bene, Madama la Marchesa>”.

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