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Mondragone – “Iniziamo con una stupenda notizia arrivata da Berlino: https://thesubmarine.it/2021/09/27/46786, dove ha vinto il referendum per l’esproprio e la ripubblicizzazione di 240mila abitazioni finite in mano agli immobiliaristi. Anche questa è la Germania! Passiamo all’argomento del giorno.

L’obiettivo dell’Unione Europea per il 2020 era quello di ridurre sotto al 10% la quota di giovani che abbandonano prematuramente gli studi. In vista del 2030 l’obiettivo del Vecchio Continente è stato poi ulteriormente abbassato di un punto (9%), con una risoluzione del consiglio europeo del febbraio 2021. Si tratta di un target che rappresenta una media ed è stato parametrato per le diverse situazioni nazionali. Per l’Italia l’obiettivo era il 16%. E in base a questo indicatore in Italia nel 2020 si registrava una percentuale di abbandoni pari al 13,1%. Quindi, l’Italia ha raggiunto l’obiettivo, anche se resta ancora distante dagli alti standard europei: il nostro Paese è infatti tra quelli in cui il problema degli abbandoni precoci è più consistente. Solo Malta (16,7%), Spagna (16%) e Romania (15,6%) nello scorso anno hanno fatto registrare una percentuale più alta. Ma il grande problema italiano è quello di avere ampi divari tra le varie zone del Paese, con il “solito” squilibrio tra sud e centro-nord. Ai primi 5 posti della classifica troviamo infatti le 5 maggiori regioni del mezzogiorno.

Al primo posto troviamo la Sicilia con un tasso di abbandono del 19,4% e a seguire la Campania col 17,3% di abbandoni, la Calabria con il 16,6% e la Puglia con il 15,6% (dati Openpolis), tutte al di sopra della media nazionale. Dall’altro lato- invece- Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Emilia-Romagna e Marche si trovano al di sotto dell’obiettivo Ue del 10%. È vero che il mezzogiorno è l’area nella quale sono stati registrati i maggiori progressi rispetto all’anno precedente (2019), ma- purtroppo- mentre le altre regioni meridionali hanno migliorato i loro dati, la regione Campania è restata inchiodata al 17,3%.  Egregio Presidente De Luca, oltre all’“obiettivo di una vita”, la mega piazza “più grande di San Pietro e di piazza Plebiscito, ma con vista sul mare” e oltre alla passione per i lavori pubblici, le bandiere blu e i masterplan riuscirà a trovare qualche interesse politico anche per le politiche sociali, vero fanalino di coda della sua lunga (ormai) esperienza al comando della regione Campania?

Ma se questo è il dato allarmante della nostra regione, qual è quello di Mondragone e di alcuni comuni della nostra provincia? Ci sono situazioni “virtuose” o quasi: a Caserta la percentuale di giovani in uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione è del 7,5%, mentre la percentuale di adulti diplomati è del 74,8%; a Calvi Risorta la percentuale di abbandono è dell’8,7% e quella di diplomati del 59,29%; a Sparanise dell’11,7% la percentuale di chi abbandona il sistema scolastico e formativo e del 58% quella dei diplomati; a Teano la prima è dell’11,7% e la seconda del 53,5%. Ci sono poi situazioni più critiche come quella di Capua che ha una percentuale di giovani in uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione del 15,3% e una percentuale di adulti diplomati del 62,04%, quella di Sessa Aurunca che ha un 16,1% di abbandoni e 51,71% di adulti diplomati, quella di Carinola con il 15,1 di ragazzi che abbandonano e il 50,26 di adulti diplomati, quella di Santa Maria Capua Vetere con il 17,5% di ragazzi che abbandonano e il 62,6% di adulti diplomati, oppure quella di Marcianise che ha una percentuale di abbandoni del 17,9% e di 49,53% di diplomati.  E, infine, le situazioni drammatiche: a Falciano del Massico la percentuale di ragazzi che abbandonando la scuola è del 19.9% e quella di adulti diplomati del 45,58%; a Cellole del 20,1% la percentuale di abbandoni e del 49,9% quella di diplomati; a Mondragone la percentuale di giovani in uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione è del 23,7% (al netto dei minori immigrati -accompagnati o meno- che ancora sfuggono a qualsiasi rilevazione) e quella degli adulti diplomati è del 47,31%; a San Felice Cancello è del 25,2% la quota di ragazzi che abbandonano la scuola e del 41,69% la percentuale dei diplomati; a Francolise la percentuale di abbandono scolastico è del 25,3% e quella di diplomati il 39,29%; a Castel Volturno il 27% di ragazzi sono in uscita precoce dal sistema formativo e il 39,43% gli adulti diplomati; a Casal di Principe la percentuale di abbandono è del 27,9% e quella di diplomati del 36,92%; a Frignano la percentuale di abbandono è del 30,5% e quella di diplomati del 39,28% e, infine, a Villa Literno la percentuale  di ragazzi che abbandonano precocemente il sistema scolastico e formativo è del 30,7% (record negativo a livello provinciale), mentre quella degli adulti diplomati è del 36,08%.

C’è una povertà educativa in provincia di Caserta che dovrebbe toglierci il sonno. Ma coloro che democraticamente scegliamo per farci governare (nel Comune/Provincia, come in Regione) “non è che non riescono a trovare una soluzione, proprio non vedono il problema” (G.K. Chesterton). Anche quando buone pratiche ed esempi virtuosi da anni si sperimentano con grande successo in giro per l’Italia e non aspettano che essere mutuati. Concludiamo con due post-it. Sabato 2 ottobre sarà la Festa dei Nonni. “Non perdiamo la memoria di cui gli anziani sono portatori, perché siamo figli di quella storia e senza radici appassiremo. Essi ci hanno custoditi lungo il cammino della crescita, ora tocca a noi custodire la loro vita, alleggerire le loro difficoltà, ascoltare i loro bisogni, creare le condizioni perché possano essere facilitati nelle incombenze quotidiane e non si sentano soli” (Papa Francesco). Auguri a tutte le Nonne e a tutti i Nonni! Domenica 3 ottobre si celebrerà la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Per info e programma visitate il sito https://www.comitatotreottobre.it/.