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Mondragone – “E’ del tutto evidente, ha dichiarato Gianni Pagliaro, portavoce dell’AMBC, che il voto delle Elezioni Regionali della Campania del 20 e 21 settembre a Mondragone sarà anche un voto di conferma o di sfiducia per l’operato del sindaco Pacifico e della sua Amministrazione.

Sia perché Pacifico si è speso pubblicamente a favore di un determinato candidato (anche se siamo di fronte a due estreme debolezze che cercano- senza riuscirci- di sostenersi disperatamente a vicenda per non cadere), sia- soprattutto- perché quel candidato, per colpa esclusiva di Pacifico e della sua Amministrazione, si è intestata l’azione amministrativa e in tre anni e passa è stato sistematicamente  il capo (il sindaco di fatto) dell’Amministrazione Pacifico, colui che- a suo dire- l’aveva determinata e al quale -secondo lui- doveva rispondere (e ha risposto) pedissequamente.

Ecco allora che un voto mondragonese sfavorevole per quel candidato, ovvero un mancato significativo incremento dei voti presi da Pacifico nel 2017, non potrà che avere ripercussioni anche sul destino di Pacifico, già compromesso fortemente da un bilancio dissestato e da 3 anni e 3 mesi di pessima amministrazione e in grande affanno nel proseguire e portare a termine il mandato. Come si sa, a sostegno del presidente  VINCENZO DE LUCA ci sono due candidati di Mondragone e c’è- soprattutto – GIOVANNI ROMANO, candidato di EUROPA VERDE CAMPANIA DEMOS. E, quindi, al netto del voto disgiunto, chi vuole confermare DE LUCA, ma vuole anche mettersi alle spalle 5 anni di bullismo politico locale, può agevolmente farlo votando i VERDI e ROMANO. Ed è proprio al nostro amico GIOVANNI ROMANO che l’AMBC ha chiesto una riflessione sul voto e sui suoi eventuali riflessi per le nostre città.” “La mia storia politica è nota, è priva di ombre e di incoerenze. Chi mi voterà sa per chi e per cosa voterà.

Sa che voterà uno che è stato sempre e solo impegnato con i VERDI, che ha avuto solo e sempre l’AMBIENTE come obiettivo delle sue azioni. La mia storia politica non è familistica, non è frutto di lasciti o discendenze. E non ho mai fatto politica per assicurarmi una carriera,  uno stipendio o qualche prebenda, ma solo per senso civico, per passione e per esercizio della cittadinanza. Non faccio parte di filiere e men che mai di cordate. Non incalzo, blandisco o ricatto nessuno, semmai cerco- dialogando-di convincere. E a differenza degli amici dell’AMBC non ho avuto alcun ruolo nelle passate elezioni amministrative e non ho nulla da spartire con questa o quell’altra fazione. Tuttavia, non posso non rilevare un arretramento della città in questi ultimi anni, non solo sul fronte dell’ambiente e della qualità della vita, ma su tutto, a partire  dal rapporto tra elettori e eletti, tra cittadini e istituzioni.

Il Comune si è allontanato dai Cittadini e la Democrazia locale è stata progressivamente erosa. Siamo precipitati in un lontano passato in cui il cittadino era sostanzialmente il suddito del signorotto di turno. Ma cosa aspettiamo a vergognarci? Non posso non notare, per esempio, che è del tutto assente un’informazione trasparente in grado di rendere partecipe e consapevole il cittadino delle decisioni piccole o grandi che vengono adottate. Conoscere per deliberare, diceva Luigi EINAUDI. E Papa FRANCESCO  ha aggiunto: <Se i cittadini non controllano il potere politico – nazionale, regionale e municipale – neppure è possibile un contrasto dei danni ambientali>. Un comune virtuoso- ha continuato GIOVANNI ROMANO- deve avere nel suo DNA la volontà di una consultazione sistematica dei propri cittadini, perché il Sindaco è il servitore, colui che ascolta, e non un patriarca dispotico.

Diventa poi inquietante, destabilizzante e deviante (istituzionalmente parlando) se al di sopra del Sindaco c’è addirittura qualcun altro che surrettiziamente decide o -peggio ancora- comanda (e al quale miserevolmente c’è chi  ci si rivolge anche per fare sport, astenendosi nel contempo -per codardia- dal denunciare le nefandezze e le illegalità che stanno accompagnando il palazzetto dello sport, sic!). E la crisi della democrazia locale fa si che non si discuta più, che non ci siano più confronti, analisi, studio ed elaborazione (né passioni e ideali) e che i grandi temi del futuro siano espulsi dall’approfondimento e dalla proposta. Per l’Oxford Dictionary la parola del 2019 è stata emergenza climatica, quella del 2020 potrebbe ben essere resilienza. E la resilienza è anche il tema posto al centro dell’ultimo interessante saggio di Altreconomia (https://altreconomia.it/prodotto/fare-resilienza/) in cui l’autore racconta che cosa significa resilienza per le città, i territori e le comunità. Dovremmo confrontarci su questo -ha concluso GIOVANNI ROMANO, candidato di EUROPA VERDE CAMPANIA DEMOS- e non stare a seguire -come tanti disperati automi- patetici pifferai che ancora cercano di incantarci con false promesse e malsane suggestioni. Cambiare i rappresentanti della provincia di Caserta in Regione, arrivando a portarci -per la prima volta- un VERDE, significa iniziare a cambiare anche i 104 Comuni della nostra provincia.”