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Mondragone, AMBC: “Inadempienze anche sul bilancio arboreo”

Mondragone – L’AMBC dichiara: “Sapevamo che lo slittamento al 30 aprile dell’approvazione del bilancio valeva solo per i comuni in dissesto, ha sottolineato il portavoce dell’AMBC, Gianni Pagliaro.

Almeno questa è la proposta della vice ministra Laura Castelli. Pacifico facendo slittare ad aprile l’approvazione del bilancio del comune di Mondragone ha così certificato lo stato di crisi dell’ente o, in alternativa, il suo permanente agire “fuori legge”. Ma degli atti di bilancio ci occuperemo in altra data. Questa volta, ha continuato Pagliaro, trattiamo di un altro tipo di bilancio. Il nostro amico Giampaolo Romano torna a richiamare la nostra attenzione sulla scarsa sensibilità ambientale che connota le amministrazioni locali e lo fa ricordandoci che si fa fatica anche ad implementare le iniziative più semplici come quella di “un albero per ogni neonato”. L’art. 1, comma 1, della legge 113/1992 “Obbligo per il comune di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato, a seguito della registrazione anagrafica” prevede che, in attuazione degli indirizzi definiti nel piano forestale nazionale, i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti provvedano, entro sei mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente e di ciascun minore adottato, a porre a dimora un albero nel territorio comunale. L’art. 3-bis della medesima legge, introdotto dalla legge 14 gennaio 2013, n. 10, dispone al comma 2 che “Due mesi prima della scadenza naturale del mandato, il sindaco rende noto il bilancio arboreo del comune, indicando il rapporto fra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente al principio e al termine del mandato stesso, dando conto dello stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi urbane di propria competenza. Nei casi di cui agli articoli 52 e 53 del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e in ogni ulteriore ipotesi di cessazione anticipata del mandato del sindaco, l’autorità subentrata provvede alla pubblicazione delle informazioni di cui al presente comma”.Tale disposizione, evidenzia il portavoce dell’AMBC, utilizza dapprima la locuzione “rende noto” come obbligo posto in capo al sindaco a scadenza naturale del proprio mandato e successivamente “provvede alla pubblicazione” come obbligo dell’autorità che subentra ad un sindaco nei casi di dimissioni, impedimento, rimozione, decadenza, sospensione, decesso, o cessazione dello stesso a seguito di mozione di sfiducia e in ogni altro caso di cessazione anticipata del mandato. Una norma tanto importante quanto disapplicata. E il comune di Mondragone è ovviamente tra i tanti comuni inadempienti. Ma veniamo all’oggi.

L’AMBC fin dal programma scritto per Pacifico ha sottolineato la necessità di attuare la legge 113/92 procedendo con la messa a dimora di un albero per ogni neonato e ponendo così fine ad una perdurante inadempienza.  E in più occasioni è tornata a sollecitare pubblicamente tale adempimento. Per quanto riguarda il bilancio arboreo è l’ANAC a fissare ora i paletti: i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti devono assicurare la conoscibilità del bilancio arboreo attraverso la sua pubblicazione nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale, sottosezione “Informazioni ambientali” di cui all’articolo 40, comma 2, del d.lgs. 33/2013.Il mancato rispetto dell’obbligo di pubblicazione del bilancio arboreo costituisce illecito disciplinare, nonché elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale, eventuale causa di responsabilità per danno all’immagine dell’amministrazione ed è comunque valutato ai fini della corresponsione della retribuzione di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale dei responsabili.Questo è quanto stabilito dall’Anac nella delibera n. 193 del 13 marzo 2019. Ci appelliamo, ha concluso Gianni Pagliaro,ai dipendenti comunali responsabili e, soprattutto, all’assessore Federico (il quale a causa di diffuse insensibilità -comunali e cittadine- incontra sempre più difficoltà a sviluppare come vorrebbe idonee politiche ambientali): superiamo il “dolce far niente” del sindaco Pacifico e diamo finalmente attuazione a quanto stabilito da tempo dalla legge.Fine modulo

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