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Mondragone – L’AMBC continua a ritenere che il Reddito di Cittadinanza sia un’innovazione importante, anche se merita di essere ripensata e migliorata. Il recente comunicato dell’AMBC sui progetti di utilità collettiva -parte integrante del RdC-  ha suscitato particolare interesse, soprattutto a seguito di qualche buona pratica comunale segnalata da Paolo Palmieri sui social.

In molti ci hanno sollecitato un approfondimento, che cerchiamo volentieri di soddisfare. Il Reddito di cittadinanza  ha previsto, per i propri beneficiari, la partecipazione obbligatoria ai PUC, i Progetti di utilità collettiva. Si tratta di un minimo di 8 ore settimanali, aumentabili sino a 16, di disponibilità del proprio tempo che le persone che beneficiano del reddito devono rendere a favore di iniziative organizzate nel proprio Comune di residenza, rispondenti ad una duplice logica: restituzione alla comunità del beneficio ricevuto ed occasione di inclusione e crescita personale.

I PUC sono organizzati dalle amministrazioni comunali, anche in forma associata e con il concorso degli enti del terzo settore locale, e possono riguardare settori e temi differenti: culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo, di tutela dei beni comuni. Da qualche giorno sono disponibili sul sito del Ministero fac simile di modulistica utili alla loro gestione. Dopo qualche ritardo di troppo, dovuto in parte anche alla pandemia,  i territori dovrebbero essere più che pronti a far partire i progetti: è stato pubblicato il decreto sui PUC, è stata aggiornata la piattaforma GePI, sono state pubblicate le linee guida sulla rendicontazione delle risorse da poter spendere ed è rientrata la sospensione della condizionalità generata dalla diffusione del Covid-19. Con il decreto del 22 ottobre scorso il Ministero ha precisato i dettagli attuativi di questa condizionalità e, in collaborazione con l’Anci, ha pubblicato un opuscolo che offre numerosi spunti, provenienti dalle esperienze dei comuni italiani, al fine di suggerire attività e iniziative su cui elaborare i PUC.

Sono tenuti a tale obbligo tutti i beneficiari RdC che abbiano sottoscritto un Patto per l’inclusione sociale o per il lavoro, dunque individuati sia dai servizi sociali che dai centri per l’impiego. La partecipazione è possibile anche per le persone non tenute agli obblighi, che desiderino aderire volontariamente. In considerazione del fatto che, per diverso tempo, il numero delle postazioni rese disponibili dai progetti saranno di molto inferiori al numero di persone potenzialmente tenute alla partecipazione ai Puc, nel decreto il Ministero ha indicato alcuni termini di priorità da cui partire: i nuclei con il beneficio più alto e il componente più giovane del nucleo. Negli ultimi mesi infine è stata adattata anche la piattaforma GePI, di gestione delle prese in carico per i Patti per l’inclusione sociale, necessaria per la gestione del matching tra persone e postazioni del proprio territorio, in particolare per l’attivazione della copertura assicurativa Inail.

Dai primi mesi dell’anno dunque, questo specifico aspetto del Reddito di cittadinanza è stato precisato ed i Comuni sono nelle condizioni di far partire i progetti. Nel precedente comunicato l’AMBC aveva dato conto di quei comuni che si sono già attivati, tra i quali- purtroppo- non c’è alcun municipio casertano. Recentemente poi, con le linee guida alla quota servizi del Fondo Povertà 2019 e le indicazioni per il PON avviso 1 Pais, i territori possono utilizzare parte delle risorse assegnate per il potenziamento dei servizi, anche per eventuali oneri derivanti dall’attivazione dei PUC (costi assicurativi diversi dalla copertura Inail, presidi e dispositivi necessari allo svolgimento delle attività, formazione, tutoring ecc). Il catalogo PUC, pubblico e visibile alla pagina web di GePI, conta complessivamente 453 progetti in tutta Italia (al 27 luglio 2020) per 4.662 postazioni disponibili. Non sappiamo cos’altro fare per sensibilizzare i nostri Servizi Sociali ad attivarsi sui PUC, importanti anche per sperimentare un avvio di welfare generativo.  Servizi Sociali che oltre ad essere privi di un Assessore al welfare sono ora anche senza responsabile: svolge provvisoriamente le funzioni di responsabile l’ottima Assistente Sociale Varone Marfisa, alla quale facciamo gli auguri di buon lavoro e anche un’affettuosa “tiratina di orecchie”.