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Mondragone – “E dopo il Canada e gli Stati Uniti gli eventi catastrofici hanno colpito l’Europa centrale e in particolare la Germania (in Italia siamo fin troppo abituati a queste catastrofi).  Cos’altro deve accadere per spingerci ad agire? Perché dobbiamo aspettare che siano sempre gli altri a dirci (o a imporci) cosa fare? 

Perché dobbiamo arrivare a un punto di non ritorno, a contare i morti e i danni o non avere più aria per respirare o acqua da bere? Nei giorni scorsi c’è stato il via libera a 58 punti, su un accordo che ne conta 60, al G20 Ambiente, Clima ed Energia di Napoli. Un “accordicchio” secondo molti poiché non contiene le due cose più importanti: il contenimento dell’aumento di temperature a 1,5 gradi entro un decennio e l’eliminazione del carbone della produzione energetica entro il 2025. E mentre a Napoli si discuteva di ciò, da noi la solita stucchevole propaganda dell’“ambientalista per caso” che coltiva esclusivamente il proprio ambiente, la solita città di rumori, caos, inquinamenti e rifiuti e la solita telenovela dei Vigili urbani (ma la Procura mai?). Eppure, per cercare di cambiare il destino del pianeta e con esso il nostro si dovrebbe agire anche qui e ora.

Prima che sia troppo tardi! Negli ultimi vent’anni sono stati registrati 7.348 eventi catastrofici in tutto il mondo. I disastri naturali hanno mietuto circa 1,23 milioni di vittime in 20 anni, una media di 60mila all’anno, e colpito complessivamente oltre quattro miliardi di persone. Inoltre, i disastri hanno causato circa 2,97 migliaia di miliardi di dollari in perdite economiche a livello globale. Lo “stato di emergenza climatica” richiede anche all’Amministrazione comunale di essere capace di fare informazione, di diffondere dati, di accrescere la consapevolezza della nostra comunità (anche se l’impegno dei singoli cittadini da solo non basterà a mitigare le conseguenze del cambiamento climatico, è comunque estremamente importante informarli per coinvolgerli) e di mettere immediatamente in campo scelte politiche forti e decisive capaci di modificare radicalmente e in pochi anni il volto della nostra città. Scelte innovative e “rivoluzionarie” in grado di porre la città sulla strada della transizione ecologica. Le nostre strade (e i nostri impianti di riscaldamento), per esempio, rappresentano un fardello di emissioni inquinanti non più tollerabile.

L’emergenza climatica dovrebbe spingere Mondragone a ridurre il traffico veicolare, a pedonalizzare e rendere ciclabile gran parte del nostro centro urbano.  Il tema è “politico”, non può essere lasciato nelle mani dei Vigili urbani, non è quello dei dissuasori, delle rotonde, delle z.t.l. e delle multe, ma è come far scendere dalle automobili le persone e farle muovere in bici, a piedi, sui monopattini (da regolamentare). Cosa che non accadrà fin quando le nostre strade saranno organizzate pensando prima di tutto alle auto e alle multe o agli incassi per la sosta e il parcheggio. In questi mesi abbiamo imparato che alle emergenze si risponde con azioni straordinarie e impensabili.  Affrontare l’emergenza climatica qui e ora significa, tra le altre cose: rendere efficienti gli edifici pubblici e privati; aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili; svuotare- come dicevamo-  le strade dalle auto, dare lentezza alla città e fare spazio a pedoni,  a ciclisti,  ad anziani che chiacchierano e a bambine e bambini che giocano;  moltiplicare le aree verdi,  piantare in città centinaia di alberi da frutta e fare costante manutenzione del verde; fermare il consumo di suolo; investire sugli spazi di comunità; contrastare (e non incentivare) l’accaparramento di beni pubblici, a partire dal demanio marittimo; porre fine- dopo un trentennio di caos, ruberie e malaffare- all’attuale modalità di gestione dei rifiuti; occuparsi dell’acqua che beviamo e di chi la gestisce (e soprattutto di come la gestisce); pretendere di essere informati sull’aria che respiriamo; praticare la riqualificazione e il recupero di aree urbane abbandonate (tirando su tanti orti urbani) e di strutture private in disfacimento (a partire da quelle che sono vincolate).  

Sappiamo che anche l’attuale pandemia è strettamente concatenata al dissesto ambientale, alla distruzione delle aree boschive e ai mutamenti climatici e che essa non è un “incidente biologico”, che senza preavviso ha colpito l’umanità, ma il sintomo di una malattia cronica e rapidamente progressiva, che riguarda l’intera biosfera. E ci ammoniscono già che la prossima pandemia potrebbe essere ancora più grave di questa.  Il programma integrale che scrivemmo nel 2017 per Pacifico e che lui firmò con convinzione (?) conteneva già tutte le proposte suddette. Ma Pacifico e i suoi le hanno tradite tutte! Coloro che si candideranno a sostituire Pacifico dovranno necessariamente partire da qui. È una strada obbligata! “Coll’anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero? Speriamo”.  Concludiamo con una utile segnalazione. Come promesso, l’AMBC continua a proporre (soprattutto a coloro che pensano di candidarsi al governo della città) Strumenti & Materiali utili. Oggi segnaliamo Il Rapporto sulla Sussidiarietà 2020/2021 dedicato ai cambiamenti nel mondo del lavoro, a livello globale e nazionale: https://www.sussidiarieta.net/files/contenuti/2552_1626774698_3jjtxw8jwr.pdf.