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Mondragone – “… Strada facendo troverai un gancio in mezzo al cielo e sentirai la strada far battere il tuo cuore …”, così canta Claudio Baglioni in una delle sue tante hit. Ma a Mondragone- “strada facendo” -sono le buche a darci un tonfo al cuore. Anche quei pochi interventi di asfaltatura delle strade cittadine che vengono effettuati non sembrano comunque sfuggire alla solita discrezionalità e a chi sa quali tipi di input o di comandi.

Appare difficile comprendere il motivo per il quale qualche strada venga ripetutamente asfaltata e altre mai. Misterioso resta il motivo per il quale strade identicamente dissestate e meritevoli di manutenzioni ricevano attenzioni diverse: una viene riasfaltata e messa a nuovo, mentre l’altra- a volte adiacente alla prima- è dimenticata e lasciata al suo destino di “gruviera”. Ma, d’altra parte, quella della manutenzione stradale è una “vecchia storia”: da anni denunciamo come alcune strade (forse non abitate dagli uomini e dalle donne momentaneamente al comando della città né dai loro amici) continuino a non avere neppure i marciapiedi e in qualche caso siano state trasformate in perenni discariche, mentre altre siano costantemente curate come “salotti all’aperto”.  Insomma, anche la manutenzione stradale appare fuori programmazione e lasciata all’impronta (di chi?).  Non esageriamo nell’affermare che anche attraverso la manutenzione delle strade a Mondragone si riesce a fare disparità, a creare disuguaglianze e a fare clientelismo. Un’operazione, quella dell’asfaltatura, che dovrebbe addirittura essere oggi ripensata in chiave sostenibile. Nel 2020 in Italia sono aumentate del 63% le strade che utilizzano -per esempio- asfalti modificati con gomma riciclata da Pfu, che durano 3 volte di più, riducono il rumore e i costi di manutenzione e utilizzano materiali riciclati. Stiamo parlando ormai di circa 600 chilometri di strada realizzati in Italia con asfalti modificati con gomma riciclata da Pfu (pneumatici fuori uso), il 63% in più rispetto al 2019. Il dato è stato diffuso da  Ecopneus, la società che nel 2020 ha raccolto 177 mila tonnellate di pneumatici fuori uso.

Una quantità inferiore rispetto al 2019 (220.421 tonnellate), ma che conferma la maturità del settore anche in un anno in cui le restrizioni legate alla pandemia hanno fatto registrare una contrazione generale dell’economia. L’uso di asfalti modificati dovrebbe interessare molto Mondragone e i comuni limitrofi in quanto riduce i disagi per gli utenti, l’impatto ambientale dell’attività di costruzione e i costi riferiti alla manutenzione delle strade. Gli asfalti con gomma riciclata durano tre volte di più degli asfalti tradizionali grazie alla maggiore resistenza all’usura e alla formazione di crepe e buche. L’impiego del polverino di gomma riciclata da Pfu permette di realizzare asfalti in grado di coniugare prestazioni meccaniche di alto livello con ricadute positive per la collettività. Prima di tutto in termini di riduzione del rumore: fino a 7 dB in meno, un valore che corrisponde al dimezzamento dell’energia sonora percepita dall’orecchio umano. Un aspetto non secondario: un quinto della popolazione europea è esposta a livelli di rumore eccessivo. Tanto che – secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità – l’inquinamento acustico causa oltre 10.000 morti premature l’anno in Europa. Sono ormai certificati sia la maggiore durata degli asfalti modificati sia l’abbattimento che con essi si ha di emissione di CO2 e di riduzione dei consumi energetici. La transizione ecologica di una città passa anche attraverso queste scelte.

Temiamo però che ci toccherà aspettare più di un anno e l’archiviazione dell’incubo dell’Amministrazione Pacifico per sperare- forse- in qualche positivo cambiamento. Terminiamo con un richiamo alle illegittime proroghe delle concessioni balneari. L’AMBC in totale solitudine e attraverso decine e decine di pubbliche e documentate denunce (non sempre considerate neppure da quella stampa che solo ora che se ne sta occupando la procura ha acceso i riflettori)  sta portando avanti questa battaglia contro le illegittime proroghe, ma anche contro gli abusi che sotto gli occhi di tutti vengono da decenni commessi contro i nostri beni comuni (non c’è associazione, movimento, partito locale, cittadino attivo, giovane che si prepara a candidarsi e così via, che abbia messo in piedi una qualche “resistenza” e abbia speso una sola parola per contrastare l’abuso reiterato e lo sfregio dei nostri beni comuni). Ora sappiamo che anche la Procura della Repubblica di S. Maria C. V. (Magistrato dott.ssa Maria Antonietta Troncone) se ne sta occupando.

Quando questioni squisitamente politiche, a causa dell’inerzia (connivente?) e dell’incapacità di chi viene votato per governarci, diventano oggetto d’attenzione delle Procure, vuol dire che siamo di fronte alla sconfitta della politica e al fallimento di chi- a tutti i livelli- ci rappresenta. Abbiamo invitato più di una volta pubblicamente -ma invano- il Sindaco Pacifico e il Consiglio comunale di Mondragone a discutere e a deliberare in merito, prendendo in mano una questione che non può essere lasciata all’arbitrio (condizionato?) di qualche ufficio comunale. Anche l’ANCI – alla buon’ora- si è decisa, con una lettera della segretaria generale Nicotera  a “scendere in campo”: http://www.anci.it/wp-content/uploads/Nicotra-su-proroga-concessioni-demaniali-marittime-ad-uso-turistico-ricreative.pdf.   Leggete la lettera- cari portatori di interessi balneari-  e domandatevi come abbia potuto il responsabile del settore procedere- a cuor leggero e senza alcun mandato politico- con decine di proroghe di concessioni (e anche con un discutibile avviso pubblico d’interesse).