Mondragone, AMBC: “Una Coalizione Sociale per Mondragone”

Mondragone – Così AMBC: “Mondragone è attraversata da una gravissima crisi democratica e sociale. L’AMBC- che in quanto tale, come abbiamo detto in tempi non sospetti, cesserà la propria presenza politica con la fine dell’attuale consiliatura- nell’ultimo anno ha agito per cercare di riportare in campo anche a Mondragone i partiti e le tradizionali appartenenze politiche, avendo constatato inconfutabilmente i gravi limiti del confuso civismo che abbiamo avuto fino ad oggi. Un civismo che appare funzionale a mantenere in vita e a potenziare il “sistema Mondragone”, sulla falsariga del “sistema Salerno” e, soprattutto, del “sistema Campania”, ben descritti di recente in una lettera che alcuni intellettuali, docenti universitari e giornalisti della nostra Regione hanno inviato all’on. Enrico Letta: https://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/politica/22_marzo_09/pd-lettera-intellettuali-campani-letta-basta-la-deriva-deluchiana-ee9a36ae-9f86-11ec-9d51-4f890d9eef19.shtml.

Anche da noi si è radicato un sistema “militare” di controllo, appalti e clientele attorno al quale si è coagulato un blocco di potere che distribuisce posti, privilegi e occasioni di arricchimento. Un sistema che ha usato un certo civismo, che in molti (e noi tra questi) in buona fede avevano considerato, soltanto per sostituire i partiti tradizionali con liste personali o familiari prive -quasi sempre- di valori, regole e trasparenza. Un sistema locale che risponde soltanto ad un Capo e ai suoi desiderata, che sta compromettendo gravemente la nostra democrazia locale e trasformando progressivamente la città in una landa desolata in cui vengono meno partecipazione, valori, idee e ideali. Per contrastare tale deriva avevamo proposto una Coalizione di centro-sinistra, che a partire dal PD, dai 5Stelle e da Europa Verde e con il coinvolgimento di associazioni e movimenti locali, si candidasse a “Rigenerare Mondragone”, a governare una Città Democratica, Verde e Azzurra, capace di cura e di futuro.

E avevamo anche promosso i primi incontri. Ma com’era già successo in altri tempi (ai tempi, per esempio, della Sinistr@ Unita per Mondragone), il nostro tentativo è stato immediatamente stoppato. Siamo stati comunque contenti quando abbiamo saputo che- seppur non invitati- s’era “aperto il cantiere” a sinistra: per noi – anche a prescindere da noi- era importante una tale opzione. Ed anche se assenti per altrui volontà, avremmo convintamente sostenuto il progetto, seppur dall’esterno. Ma dopo appena una o due riunioni si sono miseramente “svampati”. Non spetta a noi individuare le responsabilità di tale rottura, né fare il resoconto dell’accaduto. Ne prendiamo soltanto atto. A questo punto ipotizzare però una doppia Coalizione a sinistra, una civica ed una di alcuni partiti di sinistra presenti a livello nazionale, appare -a nostro avviso- un grave errore, funzionale soltanto a spianare la strada all’attuale maggioranza verso la vittoria già al primo turno. Per questo, convinti che alcuni non desisteranno dal presentare qualche loro lista civica “ottimista e di sinistra”, ci appelliamo al compagno Achille Cennami, leader del PD, affinché desista dall’ipotesi di dar vita nella stessa area politica ad un’altra Coalizione fatta di alcuni partiti di sinistra, evitando in questo modo di fare il gioco di chi da sempre si muove nel solco del “divide et impera”.

È il ripristino delle regole e delle procedure democratiche in città l’obiettivo primario che non solo la sinistra locale, ma tutti dovrebbero avere e che- sappiamo- molti hanno a prescindere dalla collocazione politica! Quindi, qualora dovessimo trovarci (come appare -purtroppo- plausibile) di fronte alla riproposizione di Coalizioni esclusivamente civiche (in campo ad oggi ce ne sono già un paio), si valuti, caro Achille, la possibilità -Civici per Civici- di andare anche noi oltre i nostri partiti per dar vita ad una Coalizione Sociale con tutti coloro che a partire da un’Agenda condivisa vogliono agire per la democrazia locale- oggi gravemente compromessa dall’“uomo solo al comando” – e per la giustizia sociale- oggi minata alla radice dall’insensibilità e dall’incapacità di governo dell’attuale gruppo di potere che si è abbarbicato  in città, in provincia e nell’intera regione. C’è un’emergenza democratica in città, in provincia e in regione. Un’emergenza che sta seriamente compromettendo la tenuta delle nostre Comunità e del loro progresso. Da qualche anno Mondragone è diventata esportatrice di malgoverno e di cattiva politica.

Ma veramente vogliamo “regalare” per un altro lustro la città, le istituzioni e il nostro territorio ad un uomo solo, che ha già dimostrato tratti di assoluta antidemocraticità? Ma veramente vogliamo che la sua “filosofia” dell’”inglobar trattando” diventi il manifesto valoriale della politica locale? Come possiamo ancora tollerare un gruppo di incapaci (amministrativamente parlando) che tiene in ostaggio il nostro Comune (e non solo)? Per quanto tempo ancora vogliamo assistere inerti e senza ribellarci allo scempio della dignità di una città? Com’è possibile che la città di Mondragone non reagisca al cappio che l’antidemocratico le ha stretto al collo facendole mancare l’aria della libertà? Un antidemocratico che sacrifica al proprio ego le istituzioni di mezza provincia, che calpesta consiglio comunale, giunta municipale e burocrazia, che straccia ogni regola democratica, che umilia competenze, funzioni, ruoli e diritti, che fa e disfa sindaci e maggioranze a piacimento, che comanda per interposta persona nominando “cavalier serventi”, che sfrutta bisogni e povertà per accrescere il proprio potere e che si muove su area vasta mettendo becco su tutto e trasformando gli enti strumentali dai quali dipendono i servizi pubblici in un mercimonio indecoroso.

Ma veramente vogliamo continuare ad avere un “sindaco fantoccio” (chiunque esso sia) e continuare a coprirci di ridicolo?  Al sistema dell’obbedir (al Capo) tacendo, dobbiamo contrapporre l’alternativa di una Città Plurale, un governo dei molti, democratico, trasparente, condiviso e partecipato. All’emergenza democratica si affianca in città un’emergenza sociale. L’attuale amministrazione è fallita su tutto, ma soprattutto sui servizi sociali, attraversati di recente anche da inquietanti inchieste della Magistratura. A questa Amministrazione antidemocratica, priva di visione e di competenze e del tutto assente sulle povertà, i diritti ed i bisogni, dobbiamo contrapporre una Coalizione Sociale che faccia della democrazia, del nuovo welfare, della cura, della giustizia ambientale e sociale, la piattaforma per il futuro. La Primavera sta arrivando. Promettiamo una dirompente fioritura democratica e sociale anche alla nostra città”.

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