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Napoli – “In questo momento così drammatico è richiesto a tutti responsabilità, maturità, coraggio, unità e buon senso. Quindi RESTATE a CASA se non dovete uscire per lavoro, per salute o per necessità. La maggior parte dei napoletani sta osservando condotte esemplari. Bravi, vi ringrazio per questo. In questo modo finirà prima questo incubo. Per chi viola le norme ci sono i controlli: le forze di polizia, che ringrazio, stanno facendo moltissimo. Chi deve uscire rispetti le cautele indicate dal Governo. In particolare, metro di distanza e nessun assembramento. Essere distanti oggi ci fa sentire più uniti perché vuol dire che ci stiamo difendendo bene.
Stiamo vicini a tutte le persone che devono uscire per lavorare, senza di loro non ce la faremmo. Non potremmo curarci, bere, mangiare, avere luce, linee telefoniche ed internet, raccogliere i rifiuti, avere soldi per la spesa, possedere i mezzi necessari per affrontare questa tragedia. Ed altro ancora. Anche quelli che stanno lavorando hanno paura, ma sono i soldati della prima linea. Dobbiamo sostenerli, come si fa in guerra. Vicini ai familiari delle vittime, ai malati e a chi porta avanti, in condizioni estreme, il Paese. Il terrorismo psicologico di questi giorni è nefasto anche per chi lavora. Preserviamo anche la necessaria serenità mentale.

Sarebbe utile che non ci fossero provvedimenti distonici tra Governo e Regioni. Chi ne paga le conseguenze è il cittadino che non sa con certezza quali comportamenti siano consentiti e quali no. L’autorevolezza di un Paese si vede soprattutto in questi momenti.

La polizia in un ordinamento democratico fa i controlli, come l’esercito che assume, in questi momenti, le funzioni di pubblica sicurezza; mentre chi può e deve uscire, non deve essere visto come il potenziale untore del giorno. Chi cammina da solo, ad esempio, con tutte le cautele, per motivi di salute, lo può fare.

Ritengo, però, che si stia perdendo di vista il vero tema che genera profonda preoccupazione ed anche ansia. Chi avrebbe dovuto essere pronto si è fatto trovare impreparato, nonostante il virus contagiasse la Cina da dicembre. Medici e infermieri hanno lavorato per settimane, e molti ancora oggi, SENZA mascherine e dispositivi di protezione, diversi ammalandosi e diventando diffusori del virus. In Italia si è colpita negli anni la sanità pubblica. In Regione Campania abbiamo appena 334 posti letto (per tutte le malattie, non solo per il coronavirus) tra terapia intensiva e rianimazione, a fine aprile dovremmo arrivare a 500 circa, su quasi 6 milioni di abitanti. Ne dovremmo avere almeno 1500. Si sono smantellati presidi di salute pubblica, pronto soccorso, reparti sub-intensivi, di terapia intensiva e di rianimazione.

Abbiamo pochi medici, soprattutto di rianimazione, e pochi infermieri. Hanno lasciato i nostri eroi (che stanno dando il massimo con competenza, coraggio, passione e umanità) a combattere con un esercito non grande e con poche armi. Ecco perché dobbiamo adesso noi tutti ridurre gli effetti del contagio altrimenti un virus di per sé poco letale, seppur molto aggressivo e contagioso, rischia di fare un bilancio drammatico per mancanza di posti letto dovuta ad evidenti responsabilità politiche e istituzionali. Coloro che hanno smantellato la sanità pubblica, che hanno fatto affari con essa, che hanno prevalentemente favorito interessi privati, sono criminali.

In Cina all’inizio dell’epidemia, prima della costruzione di 14 ospedali in 15 giorni, le persone morivano in casa perché le strutture non potevano accoglierle. Allora FATE PRESTO, emanate provvedimenti per assicurare mezzi e attrezzature a chi combatte per salvare vite umane e posti letto a chi deve essere curato. È qui che vogliamo vedere capacità e autorevolezza.Gente di Napoli, dal grande cuore, restate a casa e sosteniamo chi deve lavorare. Uniti si vince e noi vinceremo, ne sono certo.”

Lo scrive su Facebook il Sindaco de Magistris