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Napoli – “Nel cuore di una torrida estate di fine mandato la nostra giunta comunale non si è fermata un giorno. L’altro ieri di sera abbiamo approvato delibere importanti sulla piantumazione di ulteriori alberi – fortissimo segnale di vita in un’estate attraversata da incendi criminali -, sulla riqualificazione di tante altre scuole, sulla mobilità sostenibile, sul precariato nel lavoro pubblico, a cui si aggiungono le delibere della città metropolitana su strade, dissesto idrogeologico, rifiuti e tanto altro ancora. Per non parlare della capacità e prontezza con cui assessori e dirigenti hanno affrontato emergenze e problemi alcuni costruiti ad arte.

Oggi la nostra assessora alle politiche sociali è tra i più fragili, quelli che abbiamo cercato di non abbandonare mai in questi anni, soprattutto nei mesi terribili della pandemia.

La squadra, politica e amministrativa, sta facendo un lavoro enorme di cui sono orgoglioso, in un periodo difficilissimo per tutti, anche per i comuni.

In una fase storica in cui mi sono anche gettato anima e cuore in un’altra missione politica che sembra anche questa impossibile, quella di diventare Presidente della Regione Calabria, periferia della periferia, terra abbandonata e sfruttata dalla politica nazionale e umiliata dalla politica regionale locale.

La politica è servizio e passione. In questi anni a Napoli ho dato tutto me stesso, anche di più, trascurando gli affetti più cari, ho sentito vicino la gente, la mia squadra, le persone. Ricorderò ogni volto, tutto è impresso nella mia memoria. Non porterò rancore per qualche piccola persona che si è offerta al mercato della politica affaristica per tre soldi. Si passa alla storia per i valori che si posseggono, che non si comprano al mercato, si rimane invece omuncoli se si va con il cappello in mano per salire sul carro del potere per il potere. Sono orgoglioso di aver tenuto Napoli con la schiena dritta e lo sguardo fiero e tenace. Non abbiamo mai mollato contro ostacoli enormi e insidiosissimi, abbiamo tenuto fuori il Sistema rendendo Napoli, ereditata oppressa da debiti, malaffare, rifiuti e rassegnazione, una città, pur tra mille problemi, che ha ritrovato la sua dignità nazionale ed internazionale, soprattutto grazie ai suoi abitanti, alla cultura, al turismo ed alla fantasia e capacità di un popolo che nessuno mai potrà soggiogare”.