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Primo Piano – “Gentile Ministra, in questo momento così difficile per il nostro Paese, la Segreteria Nazionale Ugl Metalmeccanici tiene a sottoliearLe quanto stà accadendo in due paesi nella Regione Basilicata, Genzano di Lucania (PZ) e Irsina (MT), entrambe ‘zone rosse’”.

Così il Segretario Nazionale della federazione Metalmeccanici dell’Unione Generale del Lavoro, Antonio Spera, si rivolge con una missiva al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sen. Nunzia Catalfo.

“Da questi paesi, quotidianamente e precedentemente all’ordinanza del Presidente della Giunta Regionale di Basilicata, dott. Vito Bardi, si spostavano un gran numero di lavoratori dipendenti della Fca Melfi (PZ) dove è situato il sito automobilistico nella zona industriale di San Nicola di Melfi (PZ).  Con l’entrata in vigore dell’ordinanza del Presidente Bardi – prosegue Spera -, viene sottolineato che si può varcare i confini comunali solo per motivi di urgenza e di salute: la motivazione dell’ordinanza è quella di evitare contatti esterni ad una realtà in cui il rapporto tra contagi e popolazione, purtroppo, è molto alto.

La sollecitazione rivolta all’attenzione del Ministro dall’Ugl Metalmeccanici è, ad oggi il lavoratore che non si presenta in fabbrica o in ufficio, dunque, andrebbe giustificato, ma c’è un vuoto normativo sulla questione: in particolare, tutti gli operai della Fca Melfi e filiera dell’indotto ad essa collegata, molti dei quali risiedono proprio a Genzano e Irsina, sono costretti ad attenersi alle disposizioni, andando incontro a una beffa perché, pur essendo impossibilitati a raggiungere il posto di lavoro per forza di causa maggiore, non hanno alternative se non quella di mettersi in ferie o di chiedere un permesso (ferie o permesso non retribuito). E così per le aziende, ancorate necessariamente all’aspetto burocratico, l’assenza dei dipendenti diventa ingiustificata, nel disorientamento dei lavoratori pendolari.

Se è pur vero che i Segretari Ugl Metalmeccanici in Basilicata, Florence Costanzo e Giuseppe Palumbo per i lavoratori che sono residenti nelle zone rosse dal punto di vista salariale stanno provvedendo con Fca Melfi a cercare una soluzione, la motivazione forte di tale missiva, è che occorre chiarire la questione dove non basta appellarsi al senso di responsabilità perché se da una parte il lavoratore si attiene, dall’altra c’è un soggetto imprenditoriale che, giustamente, dovrebbe pretende una giustificazione certificata. L’Ugl chiede al Ministro Catalfo, di intervenire esattamente com’è accaduto durante la prima ondata del virus dove con la legge 126 del 13 marzo scorso, si riprendevano norme, inizialmente previste dal ‘Cura Italia’, che coprivano i lavoratori in obbligo di permanenza domiciliare nelle Regioni Emilia-Romagna, Veneto e Lombardia, consentendo l’accesso agli strumenti di integrazione salariale: venga ripresa la disposizione allargandola a tutto il territorio nazionale prevedendo anche l’esonero dalla contribuzione aggiuntiva, in quanto – conclude Spera – per l’Ugl l’accesso di alcuni lavoratori alla cassa integrazione non sarebbe una scelta aziendale, ma un atto dovuto a decisioni di pubblica autorità”.