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Puglia – In una nota inviata alla nostra redazione, il Dr. Pasquale Montesano ha dichiarato: “Nella serata di sabato nel reparto precauzionale della C.C. Bari , nel corso di una lite tra un detenuto extracomunitario  e altro detenuto compagno di cella ,due agenti nel tentativo di riportare alla normalita l’evento critico hanno subito in maniera violenta aggressione dall’extra comunitario tanto che e stato necessario l’invio dei due poliziotti al nosocomio cittadino per le urgenti cure del caso , gli agenti hanno riportato gravi lesioni per una testata al sopracciglio destro con trauma cranico , e l’altro un morso alla pancia con cui gli è stata staccata la pelle ,  con una prognosi di trenta giorni

 

La notizia e dal sindacato di polizia penitenziaria O.S.A.P.P.  per voce del Seg.Gen.Aggiunto Pasquale Montesano  , il quale ribadisce come oramai ben noto, purtroppo, non trascorre pressoché  giorno che gli istituti penitenziari della Puglia  non siano triste teatro di eventi critici quali aggressioni, risse e semi-rivolte tali, non solo, da rendere vano qualsiasi tentativo di rendere effettiva la funzionalità istituzionale del carcere, ma anche facendo diventare del tutto precarie e a grave rischio le condizioni di servizio e l’incolumità personale dei locali addetti di Polizia Penitenziaria nonché, per la totale assenza dei prescritti requisiti, la sicurezza interna delle strutture.

“Ribadiamo da molto tempo che per motivi di ordine e sicurezza le condizioni di
lavoro del personale di polizia Penitenziaria nelle carceri Italiane , in particolare la PUGLIA  sono più che critiche e, oltre agli evidenti rischi per l’incolumità fisica degli addetti del Corpo, la situazione è resa ancora più precaria da una gravissima carenza di organico strumenti e mezzi che rende pressoché impossibile fare fronte ai molteplici eventi critici che quotidianamente accadono”.

Le ragioni di tali condizioni sono molteplici e annose e risiedono in primo luogo nella particolare tipologia della popolazione detenuta allocata nelle strutture Pugliesi e composta da soggetti appartenenti alle varie “famiglie” associate ad una criminalità organizzata particolarmente attiva e cruenta nella regione Puglia, consociate o discordi tra loro, per una convivenza spesso impossibile all’interno della stessa struttura penitenziaria e comunque di tale virulenza nei comportamenti da assumere addirittura il controllo delle sezioni detentive o dell’intero carcere (fino ad arrivare ad assumere  comportamenti di sofferenza al regime penitenziario , come da ultimo il caso di Bari dimostra .

“Continua Montesano”  In tali condizioni, oramai e come detto perduranti da fin troppo tempo, non si vuole come O.S. nazionale del Personale di Polizia Penitenziaria né svolgere il ruolo di facile “Cassandra” rispetto a situazioni che potrebbero rendersi del tutto irreparabili, né assolvere attraverso il proprio silenzio chi pur non avendo determinato nel tempo il disastroso contesto a cui ci si riferisce ha assunto di fatto la responsabilità di correggerne le molteplici e perniciose conseguenze e, ciononostante, pur sapendo bene di cosa si tratta e quali siano fatti e comportamenti che ne sono concausa, non ha adottato ad oggi alcun correttivo “Amministrazione Penitenziaria Centrale , Ministro della Giustizia  e infine non da ultimo la politica .

“Conclude MONTESANO” il nostro plauso continua ad andare  agli Agenti di Polizia Penitenziaria in servizio presso le strutture territoriali , in particolare in Puglia e a Bari nella circostanza   , i quali con dedizione professionalità continuano giornalmente ad operare con  accortezza , continuando a garantire uno standard di ordine di sicurezza che costituiscono condizione imprescindibile per il proficuo lavoro di tutti gli operatori penitenziari ,l’auspicio che con le prossime assegnazioni di personale  chi di competenza provveda con estrema urgenza adeguamenti organici e non solo , pena ulteriori e maggiori conseguenza in assenza di correttivi .