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San Marcellino – Le lacrime di una terra sofferente. San Marcellino fa i conti con il degrado e, in particolare, la sua zona industriale, da tempo oggetto dell’interessamento dell’opinione pubblica. Si tratta di una vera e propria discarica a cielo aperto.

Da circa tre anni, il luogo in questione vanta, ed è un eufemismo, l’attenzione dei sanmarcellinesi stanchi di dover regalare ai propri figli un habitat degno di un punto di scarico industriale. L’attivista Nicola Costanzo, in diverse occasioni, ha espresso il suo disappunto, intervenendo personalmente e riuscendo, negli ultimi anni, a far giungere sul posto forestale ed esercito per ben tre volte. Nonostante le lamentale reiterate, la situazione non è cambiata per nulla. E’, piuttosto, peggiorata. Da diversi mesi a questa parte, infatti, un numero sempre più crescente di extracomunitari vi ha fatto sorgere una “barracopoli”, mettendo a rischio, evidentemente inconsciamente, anche la salute dei loro figli.

“Questo paese sembra un’aragosta – dice il 33enne -, anzichè fare passi avanti, se ne fanno solo indietro. Da tempo alzo la voce in merito alla condizione della zona industriale, ma resto costantemente inascoltato. Intanto l’amianto continua a fare danni, a creare, nel silenzio, mali incurabili che spunteranno come funghi nel futuro, ma non è l’unico problema. Al calar della sera, si consumano roghi tossici pericolosissimi.

Mi chiedo il perchè di questa staticità. Spero che chi di dovere si scorci davvero le maniche; è dovere di un cittadino rendere la propria casa di bell’aspetto, spetta a loro, dunque, rendere vivibile questo paese”.