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Sant’Anastasia, dedicata a Annamaria Livaldi la sala conferenze della biblioteca

Sant’Anastasia – Una piccola targa indica la dedica della sala conferenze della biblioteca comunale “Giancarlo Siani” ad una donna che ha lasciato un segno nella comunità anastasiana ed ha donato gli organi prima di lasciare vuoto, ma pieno d’altri valori, il suo posto nella MIR.

Anna Maria Livaldi sarà ricordata per tutto quanto ha saputo testimoniare nei suoi 59 anni di vita, per il suo volontariato, per la vita donata agli altri fino in fondo. La toccante cerimonia, avvenuta in presenza dei familiari, ha coinvolto tutti i partecipanti, che hanno potuto comprenderla meglio o conoscerla attraverso le parole di Anna Torino, dell’Ass. Palmarosa Beneduce e del sindaco Lello Abete. L’associazione MIR, attiva sul territorio per opere di volontariato a favore del recupero di ragazzi in condizioni di disagio, mediante dopo scuola e laboratori di manipolazione e di creazioni artistiche, ha chiesto all’amministrazione comunale un riconoscimento ufficiale per la concittadina Annamaria Livaldi,  venuta a mancare prematuramente nel febbraio scorso e da qui è scaturita la targa dell’Amministrazione in sua memoria e la dedica della sala conferenza della biblioteca.

Annamaria è stata una volontaria della Mir per più di vent’anni e in questo tempo con costanza e amore ha donato se stessa ai bambini senza chiedere né ricevere in cambio nulla di materiale, se non il loro incondizionato affetto. Ogni giorno e per anni, puntuale e sorridente, Annamaria è stata vicina a quei piccoli, per lo più provenienti da famiglie disagiate, infondendo loro il valore dello studio, del rispetto delle regole e dell’amicizia. Questo suo “lavoro”, scaturito solo dall’amore verso gli altri, è stato cristallino ed incisivo, affiancando nella crescita tanti ragazzi che, in mancanza di tale guida, non avrebbero potuto intraprendere alcun sano percorso di vita. Annamaria era una persona semplice, non amava l’ostentazione, ma è sempre stata determinata e attenta. Ha saputo cogliere in anticipo le problematiche familiari che si nascondevano dietro gli occhi tristi di un bambino ed ha sempre veicolato il problema a chi aveva competenze professionali più idonee. Era generosa e, nonostante il suo non brillante tenore di vita, era pronta a intervenire con ogni mezzo in aiuto di chi aveva bisogno. La sua generosità l’ha dimostrata fino alla fine dando una speranza di vita ad altri con il suo ultimo atto d’amore, la donazione degli organi, prima di lasciare questa vita terrena.

“Sebbene siamo certi che il ricordo di una persona altruista qual’è stata Annamaria non si perderà nel tempo, abbiamo voluto che restasse in sua memoria un segno tangibile, quale  riconoscimento del suo operato sociale sul territorio Anastasiano. Una ragazza molto semplice, dalla forte sensibilità e un forte attaccamento al proprio al dovere, all’amore verso i bambini. Aveva un dono particolare, sapeva cogliere dall’espressione di un bambino, dagli occhi magari, il problema che stava dietro le sue spalle – ricorda Maria Maione – e allora non si dava pace fino a risolverlo, a calarsi dentro, a interessarsi delle loro famiglie. E’ stata una donna sempre costante nel suo lavoro con i bambini, con amore, con simpatia, con leggerezza; quante le notti a ridere, a scherzare nei tanti campi scuola che abbiamo condiviso.  Anche le nostre difficoltà e i nostri problemi erano suoi; era una sorella per tutti, una sorella per me, ci manca ma sappiamo che sicuramente è con noi, tra noi”.

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