Aversa – «L’imparzialità non è soltanto non fare favori: è anche non dare l’impressione di farli. Chi assume una carica pubblica cambia ruolo e deve cambiare condotta». Con queste parole il consigliere comunale Mauro Baldascino chiede al Sindaco di intervenire sul doppio ruolo dell’Assessore alla Cultura e allo Sport, Nicola De Chiara e, come indica il sito della testata, direttore editoriale di Nerosubianco e fondatore dell’Associazione Dimensione Cultura che lo edita.
Il caso della ricollocazione del busto di Filippo Saporito è, secondo il consigliere, un esempio concreto. Il numero 14 del periodico, uscito il 4 ottobre, dedica la copertina e tre pagine alla cerimonia del 23 settembre, attribuendo all’Assessore il merito di aver portato in porto il progetto e il ruolo di commemoratore ufficiale. A pagina 26 l’«Estate ad Aversa» è presentata come opera del Sindaco e dell’Assessore e a pagina 30 un commento celebra «il piccolo miracolo» dell’Assessore alla Cultura. Nello stesso numero compaiono le pagine pubblicitarie di soggetti legati a quelle iniziative: il Centro «Cinzia Santulli», che si è accollato le spese dell’opera, e la Pink House, che alla cerimonia ha offerto la polacca. In altra pagina, vi è la pubblicità della Publiparking, concessionaria del Comune del servizio di sosta a pagamento. Il numero da chiamare per le inserzioni è lo stesso che il sito del giornale riporta nella scheda personale di De Chiara.
«Non discuto la “libertà di stampa” né la buona fede di nessuno – spiega il consigliere –. Dico che dirigere il giornale che racconta il proprio operato e raccoglie la pubblicità di quanti hanno rapporti con l’istituzione non penso sia compatibile con la terzietà che i cittadini si attendono da chi amministra. È una questione di imparzialità e di apparenza di imparzialità, come chiede l’articolo 97 della Costituzione, di decoro delle istituzioni e di trasparenza. La legge non detta ogni comportamento: lo detta l’opportunità e lo detta la Carta di Avviso Pubblico, approvata dal Consiglio all’unanimità con il voto del Sindaco, che impegna l’amministratore a evitare ogni situazione di conflitto di interessi, anche potenziale».
Il consigliere ricorda che nel 2003, quando fu nominato assessore alla cultura nell’amministrazione Ciaramella, De Chiara lasciò la direzione del giornale: lo racconta la stessa scheda della testata. «Oggi non ha fatto la stessa scelta – osserva –. Gli chiedo di compierla ancora: di lasciare la direzione editoriale ed eventuali ruoli nell’associazione editrice per la durata dell’incarico. E chiedo al Sindaco di riferire al Consiglio, di adottare un protocollo di astensione per sindaco e assessori su atti che riguardino inserzionisti, sponsor o partner di testate e associazioni con cui abbiano legami, di rendere pubbliche le dichiarazioni sugli interessi degli amministratori, come prevede la Carta, e di rendere noti sovvenzioni, patrocini e pubblicità istituzionale del Comune a testate e associazioni collegate ad amministratori».
Sul busto, il consigliere intende depositare un’interrogazione con lo scopo di fare luce su diversi elementi non chiari dell’iter che ha portato alla ricollocazione, dalle autorizzazioni alla storia del bene fino ai rapporti tra Comune e soggetto sostenitore dell’opera. «Non c’è alcun intento polemico verso l’iniziativa in sé: voglio solo che i cittadini sappiano come si è arrivati a quel risultato».
C’è poi un piano storico, che il consigliere affronta con la stessa logica di metodo. Filippo Saporito, per quasi mezzo secolo direttore del manicomio giudiziario di Aversa, è stato ricordato alla cerimonia come un luminare e un uomo di grande umanità. Su di lui esiste, però, esistono anche posizioni divergenti. L’ANPI di Aversa, ad esempio, ha richiamato il suo ruolo nella vicenda della detenzione di Antonio Gramsci sotto il fascismo. «Non spetta a un consigliere né a un assessore stabilire chi fosse davvero Saporito – precisa –: spetta agli storici, che lavorano sulle fonti. Alle istituzioni spetta non celebrare senza spiegare. La delibera parla di conservazione della memoria storica, ma non contiene alcuna istruttoria storica». Per questo propone un pannello informativo curato da studiosi accanto al busto, che racconti insieme i meriti riconosciuti e le pagine controverse, e un confronto con archivi e università. «Condivido l’esigenza di approfondimento sollevata dall’ANPI. Alla cerimonia c’erano molte scolaresche: è un’occasione per mostrare ai ragazzi come si studiano le figure complesse».
Il consigliere conclude, affermando: «Una regola semplice: chi amministra non dirige il giornale che ne racconta l’operato. Lo chiedo con spirito costruttivo ma con fermezza, perché la disciplina e l’onore con cui l’articolo 54 della Costituzione chiede di servire le istituzioni valgono anche per l’apparenza. Aversa merita istituzioni non solo corrette, ma limpide».
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