Campania – Il piccolo ma prezioso libretto di Giuseppe Limone, non è classificabile in una specifica voce editoriale, ma si fa leggere d’un fiato e stimola i ripensamenti dell’ uomo comune, di fronte a quelli che superficialmente si definiscono con il termine di Aforismi. Il volumetto è costituito da 52 brevi composizioni a sfondo satirico, che affrontano le gioie e i dolori della vita quotidiana.
Qualsiasi vocabolario della lingua italiana, alla voce “aforisma”, riporta: “massima, sentenza, definizione espressa con poche parole”. A dire il vero, il termine deriva dal greco “aforiso”, cioè definisco. Allora è più giusto definire questi pensieri epigrammi oppure massime? Forse dei detti termini, sono le tre cose insieme.
Questo volumetto intelligente, divertente, profondo, sincero, sferzante e satirico, segna la nascita di un nuovo genere; lo chiameranno un giorno atellanie? E per la ricerca di un nome a questo nuovo genere qualche esempio tratto dallo stesso libro può sicuramente stuzzicare la fantasia dei lettori: “Dio è dappertutto, anche nelle religioni che l’hanno sequestrato”, “gli idealisti con le palle, non avranno mai un c****”, oppure quest’ altro che recita testualmente: “la vita è piena di spine a cominciare da quella dorsale”.
Ancora più pungenti, poi, gli aforismi che l’ Autore dedica alla filosofia ed al matrimonio. A riguardo di questi ultimi, scrive: “il filosofo analitico e uno che compie un giro panoramico all’interno del punto”, “Il matrimonio è un Sacramento perché per le pazzie bisogna pregare”, ed in fine, “il matrimonio è rinunciare a tutte le donne per prenderne una sola”.
Non è una coincidenza, poi, che il volume sia stato pubblicato proprio in occasione di un matrimonio, quello dell’Autore e ciò, ci aiuta a comprenderne meglio il contenuto. In questa cinquantina di “frustate” emerge una buona dose di ironia e di autoironia e vi si incontrano persone e personaggi conosciuti e poi persi di vista. Il libro è un sorriso amaro, uno sghignazzo all’ ipocrisia, alla mediocrità, al vuoto esistenziale, alla normalità corrente.
La sua lettura è un esercizio intellettuale che non ha controindicazioni: è una sana dose di ironia che aiuterebbe sicuramente l’ uomo comune a superare con un po’ di buonumore, le difficoltà della vita quotidiana. Esso fa parte di una lunga serie di pubblicazioni dell’ Autore: filosofo, poeta e professore ordinario di Filosofia della Politica e del Diritto, della seconda Università degli Studi “ Luigi Vanvitelli”. Giuseppe Limone – Aforismi di un impiccato felice… nonostante tutto – Edizioni Palazzo Vargas – 2003 – pag.38
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