Il termine di origine inglese dandy, indica una persona eccentrica, elegante ed anticonformista e mai un altro appellativo poteva essere coniato per definire il pittore Amedeo Modigliani.
Nato a Livorno il 12 luglio del 1884 da una famiglia poverissima di origini ebree, è stato uno dei maggiori artisti del Novecento. La sua breve esistenza è stata un romanzo in cui si alternano pagine toccanti e drammatiche, a quelle d’amore struggente per la sua giovane compagna di vita Jeanne, morta suicida dopo la sua scomparsa, avvenuta a Parigi il 24 gennaio del 1920. Modigliani non aveva ancora 36 anni, quando morì per i postumi della tubercolosi e dell’ alcolismo che lo avevano devastato e le sue spoglie non furono mai ritrovate.
Come tutti i giovani pittori europei, si era trasferito nella capitale francese considerata in quel periodo l’epicentro della cultura, dell’arte e della moda. Proprio nei salotti intellettuali di Parigi, infatti, nacquero le più importanti Avanguardie del Novecento, sostenute da personaggi come Breton, Apollinaire e Guillaume, quest’ ultimo grande sostenitore ed estimatore di Modigliani.
Con l’inaugurazione della Torre Eiffel, si aprì il nuovo secolo all’ insegna della modernità e Parigi visse dal punto di vista artistico un periodo aureo. Nella città si moltiplicarono locali notturni, brasserie frequentate da artisti, poeti e filosofi, oltre alle innumerevoli gallerie, in cui esponevano giovani pittori emergenti che si contrapponevano agli stereotipi della cosiddetta arte tradizionale.
Questo modello innovativo di intendere la pittura, già visto nelle opere degli impressionisti qualche ventennio prima nei Salon, si consolidò con la nascita del Futurismo, del Cubismo e del Surrealismo, che videro in Parigi il loro terreno di coltura ideale.
Un esempio per tutti, fu la presentazione del famoso Manifesto del Futurismo scritto da Filippo Tommaso Marinetti e pubblicato nel 1909 sul quotidiano Le Figaro. Più che una dichiarazione d’ intenti, il Manifesto fu un modo per scardinare la retorica dell’arte ufficiale, ritenuta obsoleta e non al passo con i tempi moderni e l’ avanzare del progresso.
Amedeo Modigliani fu protagonista di quei grandi cambiamenti che le nuove correnti artistiche come l’Espressionismo, il Dadaismo e i Fauves, stavano tracciando all’ interno delle arti figurative del “nuovo secolo”.
La vita dell’ artista livornese fu costernata di insuccessi e da grandi privazioni. Il suo straordinario talento, infatti, fu riconosciuto solo da pochi artisti suoi contemporanei come Pablo Picasso e dall’ amico gallerista Guillaume, che gli fu vicino fino alla morte.
Negli anni che vanno dal 1908 al 1920, nonostante le difficoltà economiche e la tubercolosi che minava sempre di più il suo corpo, Modigliani dipinse opere spettacolari, come: “L’ebrea” del 1908, “Donna dai capelli rossi”, del 1915, “Ritratto di Paul Guillaume”, sempre del 1915, la serie dei nudi realizzati dal 1917 al 1919 ed un intero ciclo dedicato ai ritratti. Sono famosissimi quelli di “Jeanne con grande cappello”, del 1917 e quello di “Léopold Zborowski”, del 1919.
L’ artista fu attivo anche nel campo della scultura, affascinato dall’ arte tribale africana. Molte delle sue teste allungate in pietra, sono esposte oltre che all’Orangerie, anche in diversi musei del mondo. Significativa è la collezione esposta al Solomon R. Guggenheim di New York, di cui esiste anche una documentazione fotografica d’ epoca che ne conferma la paternità.
Molte di queste, furono realizzate insieme all’amico Constantin Brancusi, scultore di origini romene, molto conosciuto negli ambienti artistici parigini.
Amedeo Modigliani è stato senza dubbio un artista dalle doti straordinarie. I soggetti delle sue opere, immediatamente riconoscibili per i loro colli allungati, furono il suo segno distintivo, come i colori accesi e le linee nere di contorno che evidenziano i soggetti. Il suo grande talento, purtroppo, come per Vincent Van Gogh, Egon Schiele ed altri grandi artisti del secolo scorso, è stato riconosciuto solo dopo la morte. La sua pittura ha contribuito a scrivere una delle pagine più importanti dell’arte moderna, lasciando un’eredità notevole a quelle nuove generazioni di pittori, vissuti all’ ombra dei grandi maestri del Novecento.


