Roma – In una fase di profonda trasformazione del mercato edilizio italiano, c’è una categoria che sta pagando un prezzo particolarmente alto: quella degli artigiani. Molti professionisti del settore, infatti, registrano una significativa diminuzione del lavoro e dei guadagni, stretti tra il rincaro dei costi e la riduzione degli incentivi fiscali, che ha portato a una diminuzione degli investimenti nelle abitazioni del 9,2%. A completare il quadro, la forte concorrenza esercitata dalle grandi catene di bricolage, capaci di offrire prezzi estremamente competitivi, e da operatori irregolari che lavorano al di fuori delle regole.
Secondo l’ultimo rapporto di Confartigianato (ottobre 2024), la situazione per l’artigianato italiano delle riparazioni è allarmante. Il settore, che comprende professionisti come idraulici, elettricisti, falegnami, fabbri e riparatori di elettrodomestici, ha registrato negli ultimi cinque anni un calo medio del fatturato del 17,3%. Un’indagine dell’Osservatorio Permanente sull’Artigianato rileva inoltre che il 67% delle microimprese denuncia crescenti difficoltà nel trovare nuovi clienti, mentre il 73% segnala una continua diminuzione dei margini di guadagno, tra aumento medio degli affitti del 22% e materie prime salite del 31%.
Secondo il “Rapporto sulla Digitalizzazione delle Imprese Artigiane 2024” dell’Osservatorio Digitalizzazione PMI, solo il 24% degli artigiani italiani usa strumenti digitali per promuovere i propri servizi, un dato nettamente inferiore alla media europea del 58%. Attualmente, il 63% degli artigiani si affida esclusivamente al passaparola per trovare nuovi clienti. Eppure, lo stesso studio sottolinea che le imprese artigiane che hanno puntato sul digitale hanno visto crescere il fatturato in media del 18,7%, dimostrando quanto la tecnologia sia un fattore cruciale per restare competitivi.
Gli artigiani della casa sono tra i meno minacciati dall’intelligenza artificiale, che può invece diventare un utile supporto. Cheprofessionista.it è la prima piattaforma digitale basata su IA pensata per loro: un’app che semplifica la gestione di appuntamenti, preventivi e contatti con i clienti.
Mariano Carpentieri, fondatore e Direttore Generale di Cheprofessionista.it, startup campana nata nel 2021, afferma: “Il nostro team testa ogni giorno i più recenti strumenti di intelligenza artificiale per trasformarli in soluzioni pratiche per gli artigiani. L’AI sviluppata li assiste in ogni fase, dalla scelta del cliente alla firma del contratto, permettendo loro di concentrarsi solo sul proprio lavoro, garantendo ai clienti risultati di qualità”.
Una soluzione che vuole risolvere i principali ostacoli all’adozione di strumenti digitali riportati da oltre la metà (58%) degli intervistati nello stesso Rapporto: mancanza di tempo (41%), scarse competenze tecniche (25%) e insufficienza di risorse economiche da destinare agli investimenti (34%). E lo fa in modo efficace, come confermano gli artigiani che utilizzano la piattaforma.
Anche i numeri confermano il successo del modello: sono oltre 1.500 gli artigiani che fanno parte del network di Cheprofessionista.it, per un totale di oltre 8 milioni di euro di lavori commissionati nel 2024 e 3 milioni solo nel primo quadrimestre del 2025.




