Aversa – C’è un filo sottile che lega la rigidità dei dogmi storici alla fragilità dell’animo umano, ed è lo stesso che martedì sera ha riempito il Salone della Caritas diocesana di Aversa. L’occasione è stata la presentazione di “Help!”, l’ultimo romanzo di Luigi Pezzella, docente e storico medievista prestato alla narrativa di genere. L’incontro, inserito nel prestigioso cartellone di “Cantico in campo” per il Maggio dei Libri 2026, si è trasformato in un dibattito profondo che ha superato i confini della semplice presentazione letteraria.
Il libro, un romanzo giallo dal ritmo incalzante, usa l’espediente del thriller per scavare nelle zone d’ombra della società. La trama della vicenda si snoda attorno a una serie di omicidi che sconvolgono una provincia solo apparentemente tranquilla. Accanto ai cadaveri, il killer lascia una firma enigmatica: biglietti in inglese con il nome di una virtù cardinale e un’unica, ossessiva richiesta d’aiuto: “HELP!”. Non semplici delitti, ma messe in scena teatrali che costringono il lettore – e i protagonisti – a guardare oltre le apparenze per decifrare il codice dell’assassino.
Dietro la struttura del poliziesco emerge però la cifra dell’autore. Pezzella, da sempre studioso di Storia del Cristianesimo e delle dottrine politiche, nonché ex referente del CPL Lombardia impegnato nel portare nelle scuole la memoria di Don Peppe Diana, riversa nelle pagine la sua sensibilità civile. Il romanzo diventa così un pretesto per far crollare le maschere sociali che ognuno indossa, offrendo una riflessione nuda e cruda sulle fragilità umane.
Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali di Don Carmine Schiavone, Direttore della Caritas e Delegato Regionale, seguiti dagli interventi del sindaco di Aversa, Francesco Matacena, del consigliere regionale Marco Villano e dell’assessore alle Politiche Sociali, Giulia Lauriello. I loro contributi hanno sottolineato l’alto valore sociale dell’opera, capace di dialogare direttamente con il territorio.
Il cuore del dibattito, moderato dal tavolo dei relatori, ha visto la partecipazione della giornalista de Il Mattino Carla Caputo e di Rachele Arena, volontaria Caritas, che hanno scavato tra le righe del testo dialogando con l’autore. A dare corpo e voce alle pagine più intense del romanzo sono state le letture scelte di Adelaide Baldini, del Centro di Ascolto Caritas, che hanno scandito i momenti chiave di una serata conclusasi con un fitto e stimolante confronto con il pubblico.


