Aversa– Nel pomeriggio di sabato 23 maggio, la città di Aversa si è stretta attorno a uno dei simboli più dolorosi e, al tempo stesso, generativi della storia recente d’Italia: l’anniversario della strage di Capaci.
Presso la Magnolia della Legalità, cittadinanza e istituzioni si sono ritrovate non solo per celebrare il ricordo rituale del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta, ma per rinnovare un patto di resistenza civile contro ogni forma di criminalità organizzata.
La cerimonia ha avuto inizio con un momento di profonda commozione: un minuto di silenzio, unendo i presenti in un unico, ideale abbraccio alle vittime e a tutti coloro che hanno sacrificato la propria vita per la giustizia.
Subito dopo, si è sviluppato un dialogo acceso e ricco di spunti critici: infatti, cittadini, rappresentanti istituzionali e associazioni del territorio si sono confrontati sulle sfide attuali della legalità, sulla percezione del fenomeno mafioso tra le nuove generazioni e sul ruolo che le istituzioni locali devono ricoprire in contesti complessi.
Tra gli interventi più significativi, quello del sindaco di Aversa Francesco Matacena, del consigliere comunale Mauro Baldascino, di alcuni rappresentati del comitato Don Peppe Diana, dei membri dell’associazione Libera, e di Benedetto Maria Fusco e Armando D’Agostino, membri dell’associazione Wake Up Uagliù.
A guidare il momento di confronto è stato il professor Fortunato Allegro, che ha diretto gli interventi mantenendo il dialogo sempre intenso, ordinato e ricco di spunti.
L’appuntamento di sabato ha dimostrato che, finché ci saranno luoghi di confronto così accesi e partecipati, quel sacrificio di tutte le vittime della mafia continuerà a dare i suoi frutti, trasformando il ricordo in responsabilità collettiva e impegno civile concreto.


